martedì 26 agosto 2008

Wwf Chieti: sindaco apra vertenza con Ato e Aca

Il WWF di Chieti interviene su quella che definisce "surreale e grave situazione di razionamento dell'acqua a Chieti". Alcune settimane or sono e ancora prima della contestata riapertura dei pozzi di Pineto, il WWF Abruzzo - ricorda l'associazione in una nota - ha accertato come nel territorio dell'ATO 4 vi e' una enorme disponibilita' idrica giornaliera. Dati della stessa ACA alla mano, sulla carta sono ben 414 i litri a disposizione di ogni singolo cittadino al giorno. Per arrivare a questo dato basta fare un semplice conto considerando l'acqua che l'ACA dichiara di mettere in rete e le persone che la stessa societa' dichiara di servire in estate. "La quantita' di acqua che viene captata e immessa in rete spiega Nicoletta Di Francesco, responsabile della Sezione di Chieti del WWF - porta ad avere una disponibilita' per persona di gran lunga superiore a quella di qualsiasi paese europeo. Ricordo che la media dei consumi giornalieri pro-capite in Italia e' di 220 litri mentre in nord-Europa oscilla tra 130 e 160 litri al giorno pro-capite.

E' veramente incomprensibile, con questi dati e ad oltre un anno dalla crisi drammatica del 2007, il ripetersi di disservizi a Chieti. L'ACA dovrebbe spiegare dettagliatamente dove va a finire questa enorme quantita' di acqua, anche perche', se anche si volesse ammettere un dato relativo alle perdite del 50% - una cosa quasi unica in Italia - si arriverebbe comunque ad avere 200 litri per persona al giorno. Tra l'altro, per quanto attiene alla responsabilita' della gestione aggiunge - ormai siamo alla farsa visto che la stessa societa' dichiara di essere pronta a cederla al Comune i Chieti, all'opposto di quanto prevede la legge che fin dal 1994 ha stabilito l'obbligo della gestione unitaria del servizio idrico integrato all'interno dell'Ambito formato da tanti comuni. Questa non e' una soluzione nel lungo periodo perche' strutturalmente e legalmente inadeguata. Ritengo, invece, che il sindaco di Chieti, il secondo comune dell'ATO - conclue Di Francesco - debba aprire una vertenza pubblica nelle sedi delle assemblee di ATO e ACA, per una riforma profonda delle strutture di gestione in cui si accertino anche le responsabilita' per questa situazione ormai insostenibile".

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