Visualizzazione post con etichetta controlli sismici. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta controlli sismici. Mostra tutti i post

mercoledì 29 aprile 2009

Scuole teatine e terremoto

Caos nelle scuole teatine a causa dei timori per il terremoto. Riunioni nelle scuole, soprattutto quelle "antiche", confusione nelle informazioni, paura nei genitori e negli alunni. Le crepe nei muri fanno bella mostra di sè e i controlli, se vengono fatti, non sono adeguatamente comunicati agli "utenti". I ragazzi vanno a scuola con paura, i genitori li mandano con tanta rabbia.
Alcune scuole teatine sono state chiuse, per lo più materne, elementari e una media, ma le superiori?
Le scuole superiori sono competenza della Provincia, che rassicura:
«Gli edifici scolastici di competenza della Provincia non hanno subito danni strutturali a seguito degli eventi sismici che hanno colpito il territorio aquilano». Sono queste le parole di Carlo Cristini dirigente del settore edilizia scolastica dell’Ente.
«Con questa dichiarazione -afferma il Presidente Tommaso Coletti- vogliamo riportare, documenti alla mano, alla tranquillità le famiglie degli studenti frequentanti le scuole superiori di tutto il territorio provinciale».
Ma le contraddizioni tra ciò che viene detto "ufficialmente" e ciò che invece viene fuori dalle riunioni continuano ad alimentare le preoccupazioni e danno adito alle proteste degli studenti. Qualche giorno fa gli studenti del Liceo Classico non sono entrati a scuola, e ieri c'è stata la riunione per gli studenti dello Scientifico.
"I controlli ci saranno"... "i controlli ci sono stati"... "la scuola è sicura, per ora...ma se ci fosse una nuova scossa...chissà!"
E i genitori sono in subbuglio: mandare o non mandare i propri figli a scuola? Le scuole sono davvero sicure? Cosa si sta facendo per la messa in sicurezza in situazioni "critiche"?
Quelle "belle" crepe non sono un indicatore di pericolo? Dobbiamo fare finta di niente?
E anche nelle scuole relativamente nuove ci sono state lesioni:
non saranno "strutturali", ma fanno comunque paura...

De Sterlich

mercoledì 22 aprile 2009

La situazione a Chieti

Non ho avuto tante possibilità di girare per Chieti, ma ho trovato comunque notizie attraverso il web.
Oggi mi sono imbattuta in questa:
"la nostra vita", pubblicata sul blog di EmergenzAmbienteAbruzzo
Fa vedere una delle tante crepe nelle palazzine Ater di Chieti Scalo, e pubblica l'esposto inviato da Francesco Stoppa.
La situazione a Chieti è sicuramente migliore di tante altre città, ma considerando che noi siamo fisicamente "lontani" dal sisma, certo non è delle migliori.
Ieri sono passata "sotto" una delle palazzine sgomberate a Chieti alta. La spaventosa crepa in uno dei pilastri portanti dell'edificio mi ha davvero colpita.
Il mio pensiero torna ai terremotati aquilani, che hanno perso tutto, ma va anche a coloro che anche qui non possono rientrare nelle proprie case.
La perdita della casa non è solo un fatto materiale. Si perdono le basi, le fondamenta del nostro essere. Si continua a parlare infatti, tra i terremotati e non solo, dei forti disagi psicologici che ogni giorno sono costretti a sopportare.
In questi giorni anche il tempo fa la sua parte, purtroppo, e gli sfollati sono costretti a vivere in una situazione allucinante. Si parla ancora del fatto che in molti luoghi non ci sono ancora le docce calde, si parla del freddo intenso, soprattutto di notte, che c'è in quei luoghi, della pioggia, delle tende allagate... ma si parla anche di ricostruzione, di andare avanti nella propria vita quotidiana.
Ogni giorno ci svegliamo dai nostri letti caldi con il pensiero rivolto a coloro che non hanno più un tetto sulla testa.
Ma voglio tornare alla situazione della nostra città, perchè sono arrabbiata, sono sconcertata dal fatto che un terremoto, qui sentito solo marginalmente, possa provocare tutti questi danni. Le crepe fanno paura, e le polemiche alimentano ancor di più le nostre perplessità.
I nostri figli sono tornati a scuola, ma ci raccontano delle crepe, piccole o grandi, nelle loro scuole. Ci dicono di non preoccuparci, ma questo è anche quello che dicevano a L'Aquila, e poi sappiamo cosa è successo.
Non voglio essere disfattista, ma ho paura.
Per avere meno paura vorrei tanto che ci sia più informazione, più trasparenza nelle comunicazioni "istituzionali".
Ci dicono che le nostre scuole sono sicure, ma l'unico documento che ho trovato è una paginetta scritta a penna e scannerizzata pubblicata sul sito del comune di Chieti. Dove sono i risultati dei controlli? Non siamo tutti ingegneri, ma vogliamo "toccare con mano" questi risultati. Vogliamo vederli, vogliamo poterli esaminare, non perchè non ci fidiamo, ma perchè vogliamo essere rassicurati da chi è più competente di noi.
Ci sono molti edifici che hanno piccole o grandi lesioni che stanno aspettando di essere visionati. I proprietari hanno paura per quelle crepe, ma hanno anche paura di essere costretti ad abbandonare la propria casa. Chi provvederà alle riparazioni, quando queste saranno possibili? E se i danni sono irreparabili? Chi dovrà pagare per la ricostruzione? Chi sta assistendo gli "sfollati" teatini? Non siamo compresi nei comuni terremotati, cosa sarà quindi di loro?
Tutte domande ancora senza risposta.
Sono passate già due settimane dal sisma: quanto dovremo ancora aspettare?

lunedì 20 aprile 2009

Scuole aperte...post terremoto

Oggi scuole aperte a Chieti. Solo sei sono rimaste chiuse, per ordinanza del Sindaco. Sono cinque tra materne ed elementari e una scuola media, ma le superiori? Chi deve controllare le superiori?
Alcune scuole cadono a pezzi da sole, senza un terremoto, purtroppo. Solo qualche mese fa quel ragazzo morto sotto il crollo di un solaio della sua scuola.
Cosa stiamo aspettando, nuovi morti? Spero proprio di no!
Sono una mamma, e sono preoccupata. Mi rendo conto che la paura è tanta e tante volte anche troppa, ma la sicurezza nelle scuole penso sia fondamentale ed un diritto sacrosanto. Questo terremoto ha contribuito a rinnovare le nostre piaghe, a riacutizzare le nostre paure, e mandare i nostri figli a scuola, in questi giorni, non è certo facile e "spensierato"...
Ma dobbiamo continuare a lavorare, i figli devono continuare la loro vita... tutti devono "andare avanti". Spero solo che questo andare avanti sia in tutti i sensi, soprattutto che non sia un tornare indietro. Indietro ai problemi dei nostri edifici pubblici (il comune è stato evacuato per i danni provocati dal terremoto, e con lui alcuni altri edifici pubblici e privati) e ai "soliti" problemi e lentezze burocratiche.
Dobbiamo pensarci prima ai probabili problemi, e non piangere dopo che sono accadute le disgrazie. Questo è accaduto per L'Aquila, purtroppo, ma non vogliamo che accada anche qui. Chieti non è considerata una zona ad alto rischio, va bene, ma pur essendo lontana dall'epicentro ha avuto i suoi bei danni. Non è ricompresa nei comuni considerati "terremotati" e questo lo capisco, anche se non lo approvo, soprattutto per gli sfollati teatini, sicuramente meno numerosi di altri, ma pur sempre sfollati!
Mi immedesimo in chi non può rientrare nella propria casa e sono triste e arrabbiata. Triste per i morti, per la distruzione dei nostri vicini aquilani, e arrabbiata per tutte le "chiacchiere" che si sono fatte su questo terremoto.
Temo per le conseguenze, quelle di cui sentiremo parlare per anni, quelle dovute al denaro, ai fiumi di denaro che verranno distribuiti per gli aiuti. Spero tanto che andranno a coloro che veramente ne hanno bisogno, e spero trovino un modo per organizzare al meglio tutto questo.
Sono stanca di sentire persone che continuano a ripetere "io l'avevo detto" e che però seguitano a non essere ascoltate. Sono stanca di sentire coloro che mi ripetono "non ti preoccupare", "non ci pensare" o cose del genere..
Io voglio pensarci prima, anzi, vorrei che a pensarci prima siano proprio coloro che possono decidere delle sorti di tutti noi.
Forse mi sbaglierò, ma non è che mi fido tanto di chi dice di non preoccuparmi senza che mi mostri una buona motivazione per non farlo...
Vorrei vedere i risultati dei controlli sulle scuole, vorrei che quelle crepe che spuntano qua e là negli edifici scolastici siano davvero "superficiali" e non siano invece superficiali gli ingegneri che devono controllare.

  • banner Blindsight Project
  • Byoblu.Com - Il Videoblog di Claudio messora