giovedì 14 maggio 2009

Morte del Meetup di Chieti

Dopo il fallimento del Meetup vero e proprio, legato al sito di Beppe Grillo, che presupponeva una spesa non sostenibile con i membri rimasti ancora attivi, ora sembra che anche questa piattaforma si ribelli alla sopravvivenza del meetup a Chieti.
Chieti è una città particolare, dove non sempre le buone iniziative riescono ad avere seguito e a sopravvivere all'apatia della gente di questa città.
Ho tentato, insieme a pochi altri, di mantenere vivo lo spirito del meetup, ma a quanto pare non ci sono riuscita. Chi mi conosce di persona, però, sa benissimo che non mi arrendo e questo è solo un periodo di passaggio da una iniziativa ad un'altra, per non mollare mai!
Coincidenza ha voluto che nel corso di una ristrutturazione del blog abbia perso dei preziosi accorgimenti e utilità che avevo raccolto nel tempo. Uno di questi il "blogroll", una sorta di archivio dei blog preferiti che si aggiorna automaticamente all'aggiornarsi dei blog stessi. Alcuni link li ho potuti recuperare, altri no.
I vecchi messaggi di questo blog li ho trasferiti altrove, in un nuovo blog in fase di completamento, legato al sito www.chietiscalo.it.
Troverete lì tutte le cose che sono riuscita a recuperare, e altro in altri blog nei quali scrivo e che gestisco.
Per chi vorrà seguirmi ecco i link:
Il blog di chietiscalopuntoit
Il blog contro il fumo
Il blog "Pensieri liberi"

martedì 5 maggio 2009

problemi tecnici

A causa di problemi tecnici molte delle funzioni del meetup sono "sparite"... spero di ripristinare tutto al più presto...

mercoledì 29 aprile 2009

Scuole teatine e terremoto

Caos nelle scuole teatine a causa dei timori per il terremoto. Riunioni nelle scuole, soprattutto quelle "antiche", confusione nelle informazioni, paura nei genitori e negli alunni. Le crepe nei muri fanno bella mostra di sè e i controlli, se vengono fatti, non sono adeguatamente comunicati agli "utenti". I ragazzi vanno a scuola con paura, i genitori li mandano con tanta rabbia.
Alcune scuole teatine sono state chiuse, per lo più materne, elementari e una media, ma le superiori?
Le scuole superiori sono competenza della Provincia, che rassicura:
«Gli edifici scolastici di competenza della Provincia non hanno subito danni strutturali a seguito degli eventi sismici che hanno colpito il territorio aquilano». Sono queste le parole di Carlo Cristini dirigente del settore edilizia scolastica dell’Ente.
«Con questa dichiarazione -afferma il Presidente Tommaso Coletti- vogliamo riportare, documenti alla mano, alla tranquillità le famiglie degli studenti frequentanti le scuole superiori di tutto il territorio provinciale».
Ma le contraddizioni tra ciò che viene detto "ufficialmente" e ciò che invece viene fuori dalle riunioni continuano ad alimentare le preoccupazioni e danno adito alle proteste degli studenti. Qualche giorno fa gli studenti del Liceo Classico non sono entrati a scuola, e ieri c'è stata la riunione per gli studenti dello Scientifico.
"I controlli ci saranno"... "i controlli ci sono stati"... "la scuola è sicura, per ora...ma se ci fosse una nuova scossa...chissà!"
E i genitori sono in subbuglio: mandare o non mandare i propri figli a scuola? Le scuole sono davvero sicure? Cosa si sta facendo per la messa in sicurezza in situazioni "critiche"?
Quelle "belle" crepe non sono un indicatore di pericolo? Dobbiamo fare finta di niente?
E anche nelle scuole relativamente nuove ci sono state lesioni:
non saranno "strutturali", ma fanno comunque paura...

De Sterlich

giovedì 23 aprile 2009

mercoledì 22 aprile 2009

La situazione a Chieti

Non ho avuto tante possibilità di girare per Chieti, ma ho trovato comunque notizie attraverso il web.
Oggi mi sono imbattuta in questa:
"la nostra vita", pubblicata sul blog di EmergenzAmbienteAbruzzo
Fa vedere una delle tante crepe nelle palazzine Ater di Chieti Scalo, e pubblica l'esposto inviato da Francesco Stoppa.
La situazione a Chieti è sicuramente migliore di tante altre città, ma considerando che noi siamo fisicamente "lontani" dal sisma, certo non è delle migliori.
Ieri sono passata "sotto" una delle palazzine sgomberate a Chieti alta. La spaventosa crepa in uno dei pilastri portanti dell'edificio mi ha davvero colpita.
Il mio pensiero torna ai terremotati aquilani, che hanno perso tutto, ma va anche a coloro che anche qui non possono rientrare nelle proprie case.
La perdita della casa non è solo un fatto materiale. Si perdono le basi, le fondamenta del nostro essere. Si continua a parlare infatti, tra i terremotati e non solo, dei forti disagi psicologici che ogni giorno sono costretti a sopportare.
In questi giorni anche il tempo fa la sua parte, purtroppo, e gli sfollati sono costretti a vivere in una situazione allucinante. Si parla ancora del fatto che in molti luoghi non ci sono ancora le docce calde, si parla del freddo intenso, soprattutto di notte, che c'è in quei luoghi, della pioggia, delle tende allagate... ma si parla anche di ricostruzione, di andare avanti nella propria vita quotidiana.
Ogni giorno ci svegliamo dai nostri letti caldi con il pensiero rivolto a coloro che non hanno più un tetto sulla testa.
Ma voglio tornare alla situazione della nostra città, perchè sono arrabbiata, sono sconcertata dal fatto che un terremoto, qui sentito solo marginalmente, possa provocare tutti questi danni. Le crepe fanno paura, e le polemiche alimentano ancor di più le nostre perplessità.
I nostri figli sono tornati a scuola, ma ci raccontano delle crepe, piccole o grandi, nelle loro scuole. Ci dicono di non preoccuparci, ma questo è anche quello che dicevano a L'Aquila, e poi sappiamo cosa è successo.
Non voglio essere disfattista, ma ho paura.
Per avere meno paura vorrei tanto che ci sia più informazione, più trasparenza nelle comunicazioni "istituzionali".
Ci dicono che le nostre scuole sono sicure, ma l'unico documento che ho trovato è una paginetta scritta a penna e scannerizzata pubblicata sul sito del comune di Chieti. Dove sono i risultati dei controlli? Non siamo tutti ingegneri, ma vogliamo "toccare con mano" questi risultati. Vogliamo vederli, vogliamo poterli esaminare, non perchè non ci fidiamo, ma perchè vogliamo essere rassicurati da chi è più competente di noi.
Ci sono molti edifici che hanno piccole o grandi lesioni che stanno aspettando di essere visionati. I proprietari hanno paura per quelle crepe, ma hanno anche paura di essere costretti ad abbandonare la propria casa. Chi provvederà alle riparazioni, quando queste saranno possibili? E se i danni sono irreparabili? Chi dovrà pagare per la ricostruzione? Chi sta assistendo gli "sfollati" teatini? Non siamo compresi nei comuni terremotati, cosa sarà quindi di loro?
Tutte domande ancora senza risposta.
Sono passate già due settimane dal sisma: quanto dovremo ancora aspettare?

martedì 21 aprile 2009

La (probabile) invasione dei centri commerciali

Fonte: CAP (Comitato Abruzzese del Paesaggio)


Coletti tenta il colpo di mano sulle aree dismesse dello scalo


A un giorno dallo scioglimento Coletti porta, domani 21 Aprile, alla ratifica del Consiglio Provinciale l’Accordo di Programma, sottoscritto il 14 Aprile scorso con il Sindaco Ricci, che prevede una variante al Piano Regolatore del Comune di Chieti per inserire, tra i siti idonei all’insediamento di attività produttive, 28 ettari ricadenti nell’ambito di competenza dell’ Asi, oggi quindi destinati ad insediamenti industriali. I progetti selezionati dal Comune di Chieti fanno capo a Toto, Sixty, Iac e General Sider e ad oggi non è possibile sapere quali tipi di attività si vogliono insediare. Probabilmente si tratterà dell’invasione di centri commerciali, parchi divertimenti e altro che stravolgerà l’assetto della zona. Sembra che il progettista interessato sia lo stesso di sempre, legato a filo doppio a politici di centrosinistra e centrodestra. L’ennesima operazione speculativa, in spregio dell’interesse collettivo, che vanifica qualsiasi tentativo di programmazione territoriale e di sviluppo ragionato e condiviso della città. Ciò avviene nonostante il parere negativo dell’Ufficio Urbanistica della Provincia, la contrarietà dell’Assessore Nelli ed il voto contrario già annunciato dai Consiglieri di Rifondazione Comunista.

L’Ufficio Urbanistica della Provincia di Chieti ritiene le determinazioni comunali non compiutamente coniugate con gli indirizzi di pianificazione già definiti che mirano ad una più stretta correlazione con le attività residenziali e di servizio. Inoltre le proposte andrebbero inserite nell’ambito di una revisione più generale del Piano Regolatore Territoriale e non fatte passare attraverso Accordi di Programma.

Rifondazione Comunista chiama tutti i cittadini alla mobilitazione cominciando col partecipare al Consiglio Provinciale che si terrà domani 21 Aprile alle ore 17. Rivolge inoltre un appello alle forze politiche di maggioranza e di opposizione affinchè si oppongano col loro voto negativo all’ennesimo scempio riguardante aree su cui gli appetiti sono sempre più forti.

Con la mobilitazione immediata e con tutti i mezzi possibili Rifondazione Comunista impedirà l’approvazione della Delibera proposta da Coletti e annuncia l’ostruzionismo anche nel Consiglio Comunale di Chieti che sulla materia dovrà essere convocato entro il 14 Maggio. Se non ci sarà un immediato dietrofront Rifondazione Comunista non esiterà ad uscire dalla Giunta e dalla maggioranza in Comune di Chieti.


Chieti, 20 Aprile 2009


Il Segretario Provinciale PRC Chieti

Riccardo Di Gregorio

lunedì 20 aprile 2009

Scuole aperte...post terremoto

Oggi scuole aperte a Chieti. Solo sei sono rimaste chiuse, per ordinanza del Sindaco. Sono cinque tra materne ed elementari e una scuola media, ma le superiori? Chi deve controllare le superiori?
Alcune scuole cadono a pezzi da sole, senza un terremoto, purtroppo. Solo qualche mese fa quel ragazzo morto sotto il crollo di un solaio della sua scuola.
Cosa stiamo aspettando, nuovi morti? Spero proprio di no!
Sono una mamma, e sono preoccupata. Mi rendo conto che la paura è tanta e tante volte anche troppa, ma la sicurezza nelle scuole penso sia fondamentale ed un diritto sacrosanto. Questo terremoto ha contribuito a rinnovare le nostre piaghe, a riacutizzare le nostre paure, e mandare i nostri figli a scuola, in questi giorni, non è certo facile e "spensierato"...
Ma dobbiamo continuare a lavorare, i figli devono continuare la loro vita... tutti devono "andare avanti". Spero solo che questo andare avanti sia in tutti i sensi, soprattutto che non sia un tornare indietro. Indietro ai problemi dei nostri edifici pubblici (il comune è stato evacuato per i danni provocati dal terremoto, e con lui alcuni altri edifici pubblici e privati) e ai "soliti" problemi e lentezze burocratiche.
Dobbiamo pensarci prima ai probabili problemi, e non piangere dopo che sono accadute le disgrazie. Questo è accaduto per L'Aquila, purtroppo, ma non vogliamo che accada anche qui. Chieti non è considerata una zona ad alto rischio, va bene, ma pur essendo lontana dall'epicentro ha avuto i suoi bei danni. Non è ricompresa nei comuni considerati "terremotati" e questo lo capisco, anche se non lo approvo, soprattutto per gli sfollati teatini, sicuramente meno numerosi di altri, ma pur sempre sfollati!
Mi immedesimo in chi non può rientrare nella propria casa e sono triste e arrabbiata. Triste per i morti, per la distruzione dei nostri vicini aquilani, e arrabbiata per tutte le "chiacchiere" che si sono fatte su questo terremoto.
Temo per le conseguenze, quelle di cui sentiremo parlare per anni, quelle dovute al denaro, ai fiumi di denaro che verranno distribuiti per gli aiuti. Spero tanto che andranno a coloro che veramente ne hanno bisogno, e spero trovino un modo per organizzare al meglio tutto questo.
Sono stanca di sentire persone che continuano a ripetere "io l'avevo detto" e che però seguitano a non essere ascoltate. Sono stanca di sentire coloro che mi ripetono "non ti preoccupare", "non ci pensare" o cose del genere..
Io voglio pensarci prima, anzi, vorrei che a pensarci prima siano proprio coloro che possono decidere delle sorti di tutti noi.
Forse mi sbaglierò, ma non è che mi fido tanto di chi dice di non preoccuparmi senza che mi mostri una buona motivazione per non farlo...
Vorrei vedere i risultati dei controlli sulle scuole, vorrei che quelle crepe che spuntano qua e là negli edifici scolastici siano davvero "superficiali" e non siano invece superficiali gli ingegneri che devono controllare.

sabato 18 aprile 2009

E Chieti?

In genere comprendo e taccio, ma a volte tacere risulta difficile.
Capisco che è stato un terremoto devastante, che tante persone hanno perso casa e familiari, che ci sono stati danni incalcolabili al patrimonio artistico, che molti comuni sono stati semidistrutti da questo terribile sisma ma.... ci sono cose che proprio non riesco a capire.
Non capisco perchè le informazioni arrivano spesso contrastanti, perchè alcuni comuni non hanno ancora avuto gli aiuti, perchè l'informazione, pur essendo piena di immagini e servizi sul terremoto, a volte, troppo spesso, è carente su cose fondamentali, badando più alla lacrimuccia che alla verità.
E allora, a distanza di più di dieci giorni dal sisma, leggo sui giornali e sui blog le notizie e mi viene un senso di nausea. Nausea per quello che non si dice, nausa per quello che non si è fatto e non si fa...
E oggi leggo sulla perimetrazione dei comuni che avranno i cosiddetti "aiuti di stato". E leggo le proteste.
Alcuni comuni, evidentemente danneggiati da questo terremoto, sono stati esclusi dagli aiuti. Perchè?
Ci sono comuni che non hanno avuto grandi danni, ma che comunque vivono nelle tendopoli, a volte autoorganizzate.
Ci sono comuni che hanno avuto "soltanto" qualche danno, ma comunque ci sono sfollati.
Anche Chieti ha avuto i suoi "piccoli" danni, con alcuni edifici sgomberati, tra i quali anche la sede del Comune. Chieti non rientra tra i comuni "terremotati", è "troppo lontana" dall'epicentro del sisma, ma andatelo a dire a quelle famiglie che non possono rientrare nelle proprie case, che non possono lavorare perchè il loro negozio è inagibile, che non potranno avere le "agevolazioni" per i terremotati...
Con tutto il rispetto per i "terremotati veri", per coloro che davvero hanno subìto dei danni incommensurabili da questo maledetto terremoto, penso che tutti abbiano il diritto di avere almeno di che vivere, anche gli ultimi "sfollati".
Questo sisma ha devastato anche gli animi oltre che le case, e se ne sentirà parlare ancora molto, molto a lungo...
Le polemiche sugli edifici di carta, sul denaro pubblico che non c'è e che "forse" ci sarà, sull'ospedale ferito...
Sulla casa dello studente lesionata (ma tanto non cade, dicevano!) e ultimamente anche sulla "conta" dei morti... Sui blog rimbalzano le notizie "alternative", quelle che nei tg "ufficiali" vengono taciute...
E allora? Allora ci sentiamo tutti "terremotati", un po' per solidarietà, un po' per effettiva realtà. Siamo i terremotati di serie B, ma non importa. Noi stessi aiutiamo i nostri "cugini" aquilani, e dividiamo le nostre tragedie con loro. Molti teatini hanno infatti parenti o amici a L'Aquila, e con loro soffrono e piangono.
Ma dopo le lacrime deve esserci il riscatto, e soprattutto la giustizia. Quanto il "terremoto mediatico" sarà finito, quando tutti dimenticheranno le immagini delle case crollate, allora i nodi verranno al pettine. Noi abruzzesi, "capa tosta", non molleremo ed esigeremo giustizia e verità. Esigiamo giustizia per i morti e per i sopravvissuti, e soprattutto non vogliamo essere presi in giro ed abbiamo registrato nelle nostre menti e nel nostro cuore tutte le promesse che le "autorità" hanno fatto.
Spero che gli abruzzesi stessi non si lascino abbindolare da queste promesse, e che la politica non sia solo quel "mondo a parte" che sempre è stata, ma una fattiva, concreta risoluzione per l'Abruzzo ferito.

Che fine faranno i soldi del terremoto?

Altri soldi promessi non sono mai arrivati... guardate qui:

Grazie a ByoBlu
Loading...