Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post

martedì 21 aprile 2009

La (probabile) invasione dei centri commerciali

Fonte: CAP (Comitato Abruzzese del Paesaggio)


Coletti tenta il colpo di mano sulle aree dismesse dello scalo


A un giorno dallo scioglimento Coletti porta, domani 21 Aprile, alla ratifica del Consiglio Provinciale l’Accordo di Programma, sottoscritto il 14 Aprile scorso con il Sindaco Ricci, che prevede una variante al Piano Regolatore del Comune di Chieti per inserire, tra i siti idonei all’insediamento di attività produttive, 28 ettari ricadenti nell’ambito di competenza dell’ Asi, oggi quindi destinati ad insediamenti industriali. I progetti selezionati dal Comune di Chieti fanno capo a Toto, Sixty, Iac e General Sider e ad oggi non è possibile sapere quali tipi di attività si vogliono insediare. Probabilmente si tratterà dell’invasione di centri commerciali, parchi divertimenti e altro che stravolgerà l’assetto della zona. Sembra che il progettista interessato sia lo stesso di sempre, legato a filo doppio a politici di centrosinistra e centrodestra. L’ennesima operazione speculativa, in spregio dell’interesse collettivo, che vanifica qualsiasi tentativo di programmazione territoriale e di sviluppo ragionato e condiviso della città. Ciò avviene nonostante il parere negativo dell’Ufficio Urbanistica della Provincia, la contrarietà dell’Assessore Nelli ed il voto contrario già annunciato dai Consiglieri di Rifondazione Comunista.

L’Ufficio Urbanistica della Provincia di Chieti ritiene le determinazioni comunali non compiutamente coniugate con gli indirizzi di pianificazione già definiti che mirano ad una più stretta correlazione con le attività residenziali e di servizio. Inoltre le proposte andrebbero inserite nell’ambito di una revisione più generale del Piano Regolatore Territoriale e non fatte passare attraverso Accordi di Programma.

Rifondazione Comunista chiama tutti i cittadini alla mobilitazione cominciando col partecipare al Consiglio Provinciale che si terrà domani 21 Aprile alle ore 17. Rivolge inoltre un appello alle forze politiche di maggioranza e di opposizione affinchè si oppongano col loro voto negativo all’ennesimo scempio riguardante aree su cui gli appetiti sono sempre più forti.

Con la mobilitazione immediata e con tutti i mezzi possibili Rifondazione Comunista impedirà l’approvazione della Delibera proposta da Coletti e annuncia l’ostruzionismo anche nel Consiglio Comunale di Chieti che sulla materia dovrà essere convocato entro il 14 Maggio. Se non ci sarà un immediato dietrofront Rifondazione Comunista non esiterà ad uscire dalla Giunta e dalla maggioranza in Comune di Chieti.


Chieti, 20 Aprile 2009


Il Segretario Provinciale PRC Chieti

Riccardo Di Gregorio

giovedì 26 febbraio 2009

Giacchè ci siamo, perchè non proporre una bella centrale nucleare in Abruzzo?

Visto che va di moda!!! Tra l'inquinamento dell'acqua a Bussi (e la relativa discarica chimica, la più grande d'Europa), il proliferamento petrolifero che incalza (vedi discussioni sul Centro Oli), i problemi dei siti inquinati (vedi il divieto d'uso di acqua dei pozzi nella zona del fiume Pescara), le discariche abusive sparse qui e là per tutto il territorio, le discariche "ufficiali" che hanno continue emergenze, la differenziata che stenta a decollare e tante, tante altre "emergenze ambientali" che emergenze non sono, visto il perdurare costante dei problemi.
Tra poco ci sarà il secondo anniversario della scoperta della discarica di Bussi, e non si fa ancora niente per la bonifica. Stiamo distruggendo il nostro territorio, il nostro ambiente e di conseguenza anche la nostra salute. E allora? Allora diamogli un colpo secco, e mettiamoci anche una centrale nucleare!!!
Io proprio non capisco: ma perchè ci ostiniamo nell'autodistruzione?

lunedì 19 gennaio 2009

Per chi ha ancora dubbi sul Centro Oli


Puntata di Ambiente Italia sui disastri provocati dall'uomo, in particolare i petrolchimici.
http://www.rai.tv/mppopupvideo/0,,175766,00.htm
Chi è favorevole al Centro Oli di Ortona è pregato di guardarsi il video, e considerare quelle famiglie che piangono per le malattie e le malformazioni provocate dall'inquinamento ambientale provocato da quegli impianti. La puntata prosegue con l'inquinamento generalizzato dell'aria, dall'inquinamento e le malattie legate all'eternit e altro...
Puntata angosciante, ma da vedere. Dobbiamo fermare tutto questo, finchè siamo in tempo. Luoghi che hanno avuto, purtroppo, queste esperienze devono essere di monito per non incorrere negli stessi errori del passato. L'industrializzazione va bene, ma solo se fatta con criterio e senza inquinare irrimediabilmente il nostro territorio.
No al Centro Oli!!!

mercoledì 31 dicembre 2008

Comunicato stampa sull'amianto a Ortona


amianto ad Ortona ?

Coordinamento per la tutela della costa teatina

Comunicato stampa del 30 dicembre 2008
(qui l'articolo)

Discarica di amianto, no degli ambientalisti!!

Si estende il fronte del no alla discarica di amianto, dopo l’avvio della procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) da parte della Regione Abruzzo. Il progetto è quello presentato dalla Smi (Società meridionale inerti), nel giugno 2007 con l’obiettivo di adeguare la discarica di inerti esistente e già autorizzata, di contrada Pincione, (Comune di Ortona), alla normativa di riferimento, il D.L.vo n.36/03; da impianto di rifiuti pericolosi in discarica di rifiuti non pericolosi monodedicata contenenti amianto in matrici cementizie. Arriva un “no” motivato degli ambientalisti aderenti al Coordinamento della Costa Teatina, che nei giorni scorsi si sono recati alla Regione Abruzzo, Direzione Parchi, per un summit con il responsabile dell’ufficio rifiuti Franco Gerardini, il quale ha illustrato i complessi passaggi dell’iter autorizzativi. Gli ambientalisti, hanno poi esaminato lo SIA (Studio di Impatto ambientale) presentato dalla società Smi, e pubblicato sul sito della Regione Abruzzo lo scorso 23 dicembre. “In base a quanto esposto dalla società Smi nello studio, si può tracciare una fotografia inquietante delle modalità gestionali dello smaltimento di amianto che si intende realizzare- spiegano Pasquale Colantonio e Fabrizia Arduini, rappresentanti del coordinamento per la Tutela della Costa Teatina- per cui i documenti attualmente messi a disposizione per la visione, ci inducono ad essere chiaramente contrari all’apertura della discarica. Lo SIA- aggiungono- è l’atto fondamentale in base al quale si rilasciano i pareri tecnici da parte degli Enti; ebbene lo studio oltre a violare palesemente i criteri di localizzazione di cui all’Allegato 1 del D.Lgs 36/03, non rispetta neanche alcune direttive in materia di realizzazione e gestione di discariche per rifiuti costituiti da materiali di matrice cementizia contenenti amianto emanati ultimamente, dalla Giunta Regionale. Nello SIA, al fine di evitare qualsiasi possibile trasporto aereo delle fibre, non è stato allegato uno studio riferito alla direttrice dei venti dominanti; tale direttrice è stabilita sulla base di dati statistici significativi dell’intero arco dell’anno e relativi ad un periodo non inferiore a cinque anni. Inoltre, abbiamo riscontrato una incoerenza con l’art.4 del D.L.vo n°59/05, riferito alle Migliori Tecniche Disponibili adottate, nell’allestimento della barriera geologica di fondo. Lo studio elaborato dalla Smi, prevede solamente una ricopertura delle superfici della discarica esistente, con uno strato di argilla, senza prevedere nessuna intervento al piano di posa, posto al di sopra del tetto dell’acquifero. In sostanza, è insufficiente l’intervento previsto dalla Smi, per evitare rischi di impatto sull’ambiente idrico. Inoltre,-aggiungono gli ambientalisti-
La zona è a vocazione agro-alimentare, e quindi la discarica metterebbe a rischio oliveti e vigneti. Lo Sia, in aggiunta è incoerente anche con il nuovo Piano Regionale Rifiuti adottato lo scorso anno, rispetto ad alcuni indicatori, come la distanza dell’impianto dai centri e nuclei abitati, le prime abitazioni distano infatti 600 metri. Infine, viene enunciato in modo approssimativo, nello studio, l’iter da seguire nelle operazioni di smaltimento. La normativa, di riferimento, la L.257 del marzo 92, prevede che il primo insaccaggio venga effettuato all’interno dell’area rossa (sacchi R con etichetta amianto), una uscita a 3 stadi con lavaggio nel 2° stadio,il doppio insaccaggio nel 3° stadio e posa nei BIG BAG, poi il trasporto nel deposito temporaneo (max 3 mesi di permanenza). I cittadini-concludono Colantonio e Arduini- devono essere gli attori principali di questa faccenda, in realtà sino adesso sono stati scarsamente informati e stimolati alla partecipazione attiva. L’apertura di una discarica di amianto è una questione molto complessa: L’UNICA FIBRA DI AMIANTO INNOCUA è QUELLA CHE NOI NON RESPIRIAMO. Informiamo che il progetto è a disposizione di qualsiasi cittadino in Comune, Provincia e Regione e che ognuno ha 6° giorni di tempo dall’avviso pubblico (23 dicembre scorso) per presentare le osservazioni.

Firmato
Pasquale Colantonio
Fabrizia Arduini


venerdì 19 dicembre 2008

I video dell'horror tour sul fiume Saline

Ecco i video dell'horror tour sul fiume Saline a Montesilvano:



Comunicato stampa wwf - 18/12/08


COMUNICATO STAMPA DEL 18/12/2008

Dimissioni di Bruno Catena da Presidente dell’ACA.
Il WWF: atto dovuto per una gestione disastrosa.

Nella lettera di dimissioni continua a difendere l’indifendibile.
Dal 2004 una montagna di carte, anche della stessa ACA, individuava le gravissime criticità dei pozzi Sant’Angelo.
La parola fine dall’Istituto Superiore di Sanità basato su decine di analisi ufficiali dell’ARTA.

Quando emerse in tutta la sua gravità lo scandalo dei pozzi Sant’Angelo inquinati chiedemmo le dimissioni di Bruno Catena. Non era per le vicende giudiziarie, che sarebbe intervenute successivamente, ma per la volontà del Presidente dell’Acquedotto di negare ai cittadini l’evidenza di atti che dimostravano come, fin dal 2004, gli Enti pubblici erano a conoscenza della grave situazione di inquinamento, facendo venire meno il diritto dei cittadini alla trasparenza su una questione basilare come quella della salute.
Solo grazie alla nostra azione, i cittadini hanno potuto scoprire come i pozzi inquinati erano già stati chiusi una volta nel 2005 per inquinamento; che le analisi dell’ARTA da anni presentavano valori altissimi di diverse sostanze tossiche; che si miscelava l’acqua di diversa provenienza per diluire gli inquinanti presenti; che i filtri a carbone attivo montati sui pozzi erano inefficaci e peggioravano addirittura la situazione aumentando la concentrazione del Tetracloruro di carbonio.
Catena continua a ripetere che tutto si baserebbe su un’unica analisi condotta privatamente dal WWF: in realtà, da due anni abbiamo divulgato documenti ufficiali, alcuni dei quali dell'ACA stessa, che ammettevano l’inquinamento dei pozzi. Per l’ennesima volta dobbiamo richiamare l’autorevole parere dell’Istituto Superiore di Sanità che ha dichiarato che l’acqua non era idonea al consumo umano. Chiunque può verificare come l’Istituto Superiore di Sanità abbia basato il suo parere sulle analisi ufficiali dell’ARTA che erano state prodotte negli anni precedenti. Basta voler leggere il parere dell’Istituto per verificare come esso richiami testualmente anche l’inefficacia dei filtri, cosa che si sa solo grazie alle analisi ufficiali dell’ARTA.
Si chiude ora un ciclo: i nostri amministratori hanno la possibilità di ripartire in maniera nuova, improntando la gestione dell’acqua su criteri di trasparenza, partecipazione e sostenibilità, sia ambientale che economica.

Dante Caserta
Presidente WWF Abruzzo


venerdì 5 dicembre 2008

Seminario sul compostaggio a Pescara


Il seminario del 13 dicembre

Il blog Press-Compost ha quasi un anno di vita. Così anche il progetto di monitoraggio “Organico a parte”, iniziato il 17 dicembre 2007, che sta verificando il quantitativo di organico che, nell’arco di un anno, una famiglia campione ha conferito in compostiera piuttosto che al servizio pubblico di raccolta . In occasione di questo primo giro di boa, la redazione di Ri-media.net, in collaborazione con l’Ecoistituto Abruzzo, organizza un seminario di presentazione dei risultati, con l’ulteriore obiettivo di aprire un tavolo regionale di confronto e di discussione sul tema della pratica del compostaggio domestico, sia come opportunità di “gestione casalinga” degli scarti di cucina, o dell’orto o del giardino, che come occasione di didattica formativa, anche scolastica, sul ciclo della materia organica.
Il sito del seminario
partecipa al seminario

giovedì 4 dicembre 2008

Sgravio del 55% per le riqualificazioni energetiche



COMUNICATO STAMPA

Duro colpo del Governo alla normativa fiscale per ottenere lo sgravio del 55% per le riqualificazioni energetiche degli edifici e che stava in termini di risparmi energetici e riduzione delle emissioni. Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, GIOVANNI D’AGATA, chiede la cancellazione in sede di conversione delle nuove norme inserite nella manovra cosiddetta anticrisi approvata con Decreto Legge n. 185 in data 28/11/2008.

La manovra cosiddetta “anticrisi” approvata con Decreto Legge n.185 in data 28/11/2008, porta un’altra novità, in negativo, che sino ad ora era passata inosservata. Dalla data di emanazione del citato decreto, infatti, sarà molto più difficile per chi voglia accedere agli sgravi fiscali pari al 55% relativi agli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici per il 2008-2009-2010.
Ancora una volta, di fatto, il Governo attuale effettua tagli in settori che avevano portato concreti benefici in termini di risparmi energetici e riduzione delle emissioni, in quanto il provvedimento approvato solo 2 anni or sono, aveva permesso a più di 200 mila, tra aziende e privati, di fare qualcosa nel concreto, per risparmiare energia e rispettare gli impegni siglati con il Protocollo di Kyoto.
Per questi motivi, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, GIOVANNI D’AGATA, unendosi al coro di dissenso di Associazioni ed Enti contro questo assurdo provvedimento, ne chiede la cancellazione immediata o da parte del Parlamento in sede di conversione.
Lecce, 02 dicembre 2008.

Il Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”
Giovanni D’AGATA


Questa notizia è passata un po' in sordina, e già ci sono i primi "passi indietro"... Il risparmio energetico bisogna incentivarlo, e non penalizzarlo!!! M.M.

mercoledì 26 novembre 2008

sabato 22 novembre 2008

Puntate di Ambiente Italia


Segnalo le seguenti puntate di Ambiente Italia, per chi se le è perse.
Il primo novembre, sulla sicurezza sul lavoro (morti sul lavoro, amianto e altro)
http://www.rai.tv/mppopupvideo/0,,148086,00.htm

Il 15 nomembre, con il servizio relativo al centro oli di Ortona
http://www.rai.tv/mppopupvideo/0,,151413,00.htm

Il 22 novembre, sui rifiuti e la raccolta differenziata
http://www.rai.tv/mppopupvideo/0,,154076,00.htm


mercoledì 19 novembre 2008

WWF, comunicato stampa - depuratore di Montesilvano


COMUNICATO STAMPA DEL 19/11/2008

Sequestro del depuratore di Montesilvano.
Il WWF: è solo la punta dell'iceberg.
Anni di lassismo hanno portato al disastro
della depurazione nella Regione. Bene l'azione della Magistratura e del Corpo Forestale dello Stato.

Il WWF interviene sul sequestro del depuratore di Montesilvano, uno dei più grandi della Regione con una capacità nominale di 108000 abitanti equivalenti.

Quest'estate il WWF aveva denunciato all'opinione pubblica la situazione dei depuratori nella regione con la divulgazione di un approfondito dossier in cui spiccava proprio il depuratore di Montesilvano per l'altissima percentuale di non conformità ai limiti degli scarichi rispetto al numero di controlli. Nel solo 2007 su 22 controlli dell'ARTA ben 17 erano risultati non regolari.

Questa situazione aveva avuto una vasta eco nazionale, con l'inchiesta di due pagine su La Stampa di Torino e i servizi di Sabato e Domenica di RaiUno e di TERRA di Canale 5, quest'ultimo solo la settimana scorsa.

Dichiara Dante Caserta, presidente del WWF Abruzzo “Lungo le vallate del Tavo e del Fino, che poi formano il Saline, non è il solo depuratore che crea situazioni di criticità. Essendo però il più grande, appare evidente come un funzionamento non adeguato possa provocare grandi ripercussioni a valle. Considerati i dati dell'ARTA eravamo rimasti interdetti dalle dichiarazioni tranquillizzanti dell'ACA di quest'estate circa l'inquinamento del mare di Montesilvano. Forse una maggiore cautela, visti i precedenti, sarebbe stata consigliabile. Comunque la situazione del depuratore di Montesilvano è solo la punta dell'iceberg di una depurazione del tutto inefficiente in gran parte della regione. Purtroppo gli amministratori negli ultimi anni hanno pensato più di nascondere lo stato di inefficienza in cui versa la depurazione che provvedere a far depurare bene i reflui, attraverso il “condono” delle multe stabilito nel 2001 e l'aumento dei limiti tabellari con la legge “fogna” del 20!
07. Un atteggiamento lassista in cui è prevalso l'interesse di chi non fa bene il proprio dovere rispetto ai diritti dell'ambiente e dei cittadini. La nuova amministrazione regionale dovrà intervenire a fondo sul settore del Servizio Idrico Integrato, partendo da un'analisi oggettiva dei dati e delle performance dei vari attori in campo negli ultimi anni. Su quali basi oggettive i sindaci della provincia di Pescara hanno rinnovato il mandato all'ACA di Bruno Catena, visto che l'ACA in questi anni non è riuscita neanche a garantire una normale distribuzione dell'acqua nei capoluoghi di Pescara e Chieti?”.



venerdì 14 novembre 2008

Comunicato stampa WWF. Falde del Tirino


Falde del Tirino a rischio industriale?
Possibile insediare e potenziare la Italfinish, un'industria che usa prodotti chimici, a Capestrano a monte delle più importanti sorgenti abruzzesi e sopra un acquifero imponente?

L'acquifero del Tirino è la più grande risorsa idrica dell'Abruzzo. Dovrebbe essere tutelato in modo strettissimo come patrimonio strategico per l'intera nazione, visto che offre acqua ad oltre mezzo milione di persone.
Alcuni giorni or sono la stampa abruzzese ha dato risalto al sequestro, compiuto dai NOE di Pescara, di parte dell'impianto ITALFINISH sito in Comune di Capestrano, appena a monte delle sorgenti di Presciano, il Lago e Capo d'Acqua del fiume Tirino. La Italfinish lavora l'alluminio, con particolare riferimento alla sua anodizzazione, utilizzando diversi composti chimici (acido solforico, nichel ecc.). Nessuno ha fatto rilevare come l'azienda sia posta in un'area estremamente vulnerabile dal punto di vista idrogeologico, visto che si trova proprio sopra l'acquifero che poi alimenta le risorgive del Tirino.
Nel frattempo il prossimo 18 novembre la Regione Abruzzo, Comitato VIA, esaminerà l'istanza della Ditta Italfinish per un ulteriore ampliamento dello stabilimento e delle strutture per lo stoccaggio dei materiali utilizzati nelle lavorazioni. Nella stessa relazione presentata dalla ditta (pag.24-25), si ricorda che la stessa ha scaricato i suoi reflui (diversi mc ora) dal 2005 al 2007 direttamente sul terreno e che tale procedura ha già portato ad una contaminazione, con successiva richiesta di Messa in sicurezza del sito ex Art.242 del decreto 152/2006 relativo alle bonifiche. L'allargamento dell'impianto produrrebbe sia un aumento delle emissioni in atmosfera sia lo stoccaggio di grandi quantità di sostanze chimiche quali l'acido solforico e la soda caustica, con un prelievo di acqua tramite pozzo di circa 25000 mc/anno.
A parere dell'associazione scrivente la questione assume una rilevanza assoluta per la salvaguardia dell'acquifero del Tirino. Porre impianti di questo genere sopra l'acquifero più importante dell'Appennino centrale, a 2-3 km a monte dalle aree di risorgiva con le più importanti sorgenti abruzzesi, in un'area a fortissimo carsismo e, quindi, dall'enorme vulnerabilità per quanto riguarda possibili fenomeni di inquinamento, è del tutto inaccettabile sia per i rischi di sversamento connessi alla gestione ordinaria dell'impianto (nonostante si proponga il ricircolo dell'acqua) sia per quelli legati ad eventuali incidenti.
Per questo il WWF ha chiesto un intervento urgente a tutti gli enti coinvolti nella salvaguardia e gestione dell'acqua (ATO, Direzione Sanità, Commissario Straordinario, Comuni ecc.) per scongiurare qualsiasi pericolo per questa risorsa strategica e per procedere ad una verifica sulle autorizzazioni concesse nel passato per la parte dell'impianto già attiva, alla luce di quanto accaduto finora.
INFO: 3683188739

lunedì 10 novembre 2008

Video su Bussi e sull'acqua da youtube: TG1



Video su Bussi e sull'acqua su youtube: TG1


giovedì 6 novembre 2008

Comunicato stampa EmergenzAmbienteAbruzzo


COMUNICATO STAMPA DEL 6 NOVEMBRE 2008

Elezioni regionali Abruzzo: candidati “Il Ghiacciaio del Calderone” (Presidente) e 24 altri temi ambientali per il Consiglio.

Associazioni ambientaliste, movimenti e comitati presentano “L'Altra Campagna”: soluzioni ai problemi e non nomi.
Affissioni negli spazi elettorali e sito internet dedicato come una vera campagna elettorale per richiedere attenzione e partecipazione ai cittadini sulle questioni ambientali.

“Vota la nostra acqua”, “Vota la nostra Terra”, “Vota il nostro mare” e “Vota la nostra Aria”: per le elezioni regionali in Abruzzo le associazioni ambientaliste, i movimenti e i comitati locali riuniti nella Rete EmergenzAmbiente Abruzzo lanciano l'Altra Campagna e propongono Il Ghiacciaio del Calderone come “Candidato Presidente”. Altri 24 temi concreti che riguardano l'ambiente, la salute dei cittadini e in generale la qualità della vita sono i candidati consiglieri. Le associazioni hanno deciso di non presentare il listino.

Il Ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso è l'emblema di quello che sta accadendo nella nostra regione: un patrimonio di tutti sta svanendo rapidamente a causa dei cambiamenti climatici innescati dall'inquinamento. Fatto di acqua, scomparirà a breve. È il simbolo dei Beni Comuni, delle risorse e della nostra stessa qualità della vita che l'Abruzzo rischia di perdere irrimediabilmente se non si agisce in fretta. Nella sua prossima scomparsa è evidente la responsabilità delle nostre azioni, di ciò che si fa all'ambiente in cui si vive. Per la Rete EmergenzAmbiente Abruzzo, rete che nel marzo scorso ha portato in piazza 6000 persone per la tutela dell'ambiente in Abruzzo, è il simbolo giusto dell'Altra Campagna.

I 4 slogan principali “Vota la nostra acqua”, “Vota la nostra Terra”, “Vota il nostro mare” e “Vota la nostra Aria” campeggiano sui manifesti che saranno in questi giorni affissi in decine di comuni negli spazi elettorali richiesti dalle associazioni sfruttando un'opportunità data dalla legge. Grazie al numero di associazioni che hanno partecipato, gli spazi elettorali concessi sono uguali a quelli delle grandi coalizioni di partiti. In ogni manifesto campeggia l'appello ai cittadini “Non Lasciamoli fare da Soli” che è anche il nome del sito dell'Altra Campagna già online www.nonlasciamolifare.org da cui sarà possibile scaricare i principali dossier che riguardano i temi ambientali. Tutto ciò per significare l'importanza della partecipazione e dell'impegno nelle campagne di difesa del territorio anche dopo le elezioni.

Tra i Candidati consiglieri troviamo il Parco della Costa Teatina, i Fiumi Saline e Alento, il Pescara ed il Vomano, la deriva petrolifera, l'acqua potabile e il risparmio idrico, la moratoria sulle cave e la raccolta differenziata. Per "eleggerli" per le associazioni è importante che i cittadini si informino e si attivino a partire dalle proprie realtà locali, per monitorare il territorio, controllare l'operato degli amministratori eletti, valutare e proporre soluzioni alternative concrete.

I principali indicatori ambientali della Regione segnano il rosso intenso: il 50% dell'acqua immessa e sottratta alle sorgenti viene persa in reti idriche colabrodo che non vengono riparate; il 90% della costa è stata cementificata; il 35% del territorio regionale è sottoposto a concessioni per sfruttamento di idrocarburi; circa 500 sono i siti inquinati nella regione che bisogna bonificare; il 57% dei fiumi abruzzesi non rientra negli obiettivi di qualità dell'Unione Europea; le emissioni di inquinanti nelle città è fuori controllo e la qualità dell'aria scadente in molti centri urbani; la raccolta differenziata è ferma a meno del 20%.

Tramite il sito i cittadini che si vogliono impegnare per queste campagne potranno lasciare il proprio nominativo e dare il proprio contributo di partecipazione alla Rete EmergenzAmbiente Abruzzo. Alla crisi abruzzese per le associazioni, che alle elezioni regionali ufficiali non appoggiano alcuna lista e/o candidato, è importante reagire ricordando che la partecipazione “paga” e risolve i problemi: la difesa del Gran Sasso contro il terzo traforo, la tutela di Monte Greco nel Parco Nazionale d'Abruzzo, la vittoria sulla questione della vendita dell'acqua alla Puglia e la scoperta dell'inquinamento dei pozzi contaminati di Castiglione a Casauria e la loro chiusura in pochi mesi dimostrano che i cittadini organizzati possono ottenere risultati concreti.


INFO:
3358155085, 3683188739, 3338391147, 3381195358

WEB: www.nonlasciamolifare.org


Candidato Presidente :
Il ghiacciaio del Calderone

Le/i candidate/i consigliere/i

ACQUA (clicca sul titolo per scaricare il pdf)
Il rifacimento delle reti idriche
La bonifica di Bussi
L' acqua potabile non contaminata
Il Piano regionale di tutela delle acque
I regolamenti edilizi per il risparmio di acqua ed energia
La trasparenza dei dati

MARE (clicca sul titolo per scaricare il pdf)
I depuratori a norma
Il risanamento dei fiumi Saline e Alento
La salvaguardia dei fiumi Vomano e Pescara
Il Parco della Costa Teatina
La tutela della Riserva del Borsacchio
Il Piano Regionale Demaniale Marittimo senza cemento

TERRA (clicca sul titolo per scaricare il pdf)
La raccolta dei rifiuti porta a porta
La moratoria sulle cave ed un Piano Cave
Un Piano Urbanistico Regionale sostenibile
Gli impianti di compostaggio
Le Energia rinnovabili
La tutela dell'Orso bruno

ARIA (clicca sul titolo per scaricare il pdf)
La partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali
Il trasporto collettivo nelle città
La diminuzione delle emissioni inquinanti nei cicli produttivi
Una moratoria sui Cementinceneritori
Il potenziamento dell'Arta
I Piani di sicurezza pubblici nelle aziende pericolose

martedì 4 novembre 2008

Nucleare, no grazie!



Per chi ha ancora dubbi sul nucleare...
La puntata di report di domenica 4 novembre:
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E17%5E146713,00.html

lunedì 3 novembre 2008

Candidati, cosa farete per l'ambiente?


Comincia il viavai di pubblicità elettorale, il tira e molla dei candidati, le "promesse" dei politici... Il nostro Abruzzo ha bisogno di persone "serie" e speriamo che questa sia la volta buona.
Speriamo che finalmente l'ambiente e la salute siano al primo posto nei programmi e negli obiettivi dei "nostri" politici...
Già dal primo scoglio del Centro Oli si vede in quale direzione vorranno andare... Spero che gli abruzzesi pensino bene prima di votare, e che tengano conto che distruggere il nostro ambiente equivale ad un suicidio.
Troppi malati, troppe indagini per inquinamento, troppe emergenze ambientali.
Se solo ci fermassimo un momento non basterebbero lo stesso tanti e tanti anni per bonificare ciò che abbiamo già distrutto.
Sabato ad Ambiente Italia si è parlato di amianto e di morti sul lavoro, ieri a Report di nucleare... La poca televisione che si può ancora guardare è davvero angosciante, quando racconta quelle realtà che molti vogliono nascondere e che solo qualche raro paladino riesce ancora a portare alla luce.
Stiamo distruggendo la nostra terra per il dio denaro.
Abbiamo distrutto il nostro Abruzzo con Bussi, prima, e vogliamo continuare con il Centro Oli... Evidentemente non ci è bastata la lezione....
I candidati per questa tornata elettorale dovrebbero farsi carico di questa pesante eredità, di emergenze ambientali e di legalità soffocata...
La nostra arma è il voto...


Video su parcheggio selvaggio e antenne a Chieti


I nuovi video in collaborazione con chietiscalo.it
Parcheggio selvaggio

Antenne a Chieti

tanti altri video qui

venerdì 31 ottobre 2008

Ordinanza del Comune di Chieti



L'ordinanza la potete scaricare dal sito del Comune di Chieti: qui


Aree interessate dall'ordinanza 542 del 29-10-2008



L'ordinanza del Comune di Chieti stabilisce che nelle aree interessate alle indagini ambientali svolte dalla Provincia, con il Comune e l'Arta, a Chieti Scalo, nell'area di esondazione del fiume Pescara,
è vietato:
- l'utilizzo di acque da pozzi per fini potabili o irrigui;
- la coltivazione dei campi per uso agroalimentare nelle aree oggetto di rilevamento e nelle aree contermini;
- il consumo alimentare dei vegetali spontanei e dei prodotti dei terreni agricoli ed orti presenti nella zona suddetta, senza la previa acquisizione di certificazione da parte degli enti preposti;
- l'asportazione e/o movimentazione di terreni, salvo i casi autorizzati di bonifica in corso e negli altri casi muniti dei titoli autorizzativi di legge;
- il pascolo degli animali destinati direttamente o con i loro prodotti all'alimentazione;
- la riattivazione degli impianti di potabilizzazione (chiusi dal 21.01.08) in località San Martino.
L'ordinanza è emessa in via cautelativa e potrà essere variata, modificata o ritirata in seguito alle indicazioni che saranno fornite dal competente servizio della AUSL.



mercoledì 29 ottobre 2008

Chieti in classifica... ambientale


Lo studio di Legambiente sulla situazione ecologica dei capoluoghi di provincia italiani è tutt'altro che lusinghiera per Chieti. La nostra città è al 59° posto, sotto la media nazionale, ultima tra le quattro città abruzzesi e, soprattutto, ferma. Pescara, L'Aquila e Teramo migliorano decisamente la loro graduatoria (di, rispettivamente, 33, 20 e 30 posti), mentre Chieti si muove solo di 4 posizioni e resta, insieme a Teramo, al di sotto della media nazionale.
Legambiente certifica una situazione di incuria ambientale che i cittadini teatini da tempo verificano sulla propria pelle. I parametri considerati dallo studio sono gli elementi che molti soffrono e che affliggono la vivibilità di Chieti.
I 26 diversi indicatori di qualità ambientale sono riferibili a tre macro-classi. Indicatori di pressione: misurano il carico generato sull’ambiente dalle attività umane (perdite di rete idrica, consumi di acqua potabile, di carburante, di elettricità, produzione di rifiuti solidi urbani, tasso di motorizzazione). Indicatori di stato: misurano la qualità dell’ambiente fisico (smog, inquinamento idrico, verde urbano). Indicatori di risposta: misurano la qualità delle politiche messe in campo dall’amministrazione pubblica (depurazione, raccolta differenziata, trasporto pubblico, qualità ambientale parco auto, isole pedonali e zone a traffico limitato, piste ciclabili, gestione ambientale nelle imprese e nella pubblica amministrazione, sviluppo di politiche energetiche, diffusione delle rinnovabili, monitoraggi e rilevamenti della qualità ambientale).
Gli indicatori presi in esame sono proprio gli elementi che mancano alla nostra città per essere considerata sufficientemente vivibile.
Prendiamo come esempio la raccolta differenziata. La quasi totalità dei comuni nella provincia di Chieti già attuano la raccolta porta a porta. Cosa impedisce di fare lo stesso alla città di Chieti? Ormai tutti ci rendiamo conto che ne va del futuro dei nostri figli e del nostro pianeta. Rimandare anche solo di un giorno le politiche di riciclaggio è un vero e proprio delitto nei confronti delle nuove generazioni.
Anche l’assenza di isole pedonali nella città è un problema sentito dalla cittadinanza chietina come la mancanza di un controllo del traffico. Le ZTL esistono solo sulla carta e nessuno fa rispettare i divieti. La puzza di smog è percepibile da chiunque non sia raffreddato, basta passare dalla Trinità in qualsiasi ora del giorno per accorgersene. Il monitoraggio e il rilevamento della qualità dell’aria è semplicemente inesistente, in un’epoca in cui tutte le città italiana si sono dotate di tali strumenti
Le mie proteste fatte qualche tempo fa hanno avuto dal sindaco risposte scoraggianti. Sarei adesso curiosa di conoscere la reazione dell’amministrazione teatina di fronte ad una classifica così desolante.. A meno che il comune non voglia considerare positiva la risalita in classifica, anche se solo di 4 posizioni.

Elvira Pace


mercoledì 8 ottobre 2008

Azienda di compostaggio produce fertilizzante cancerogeno

«Questo lavoro - ha aggiunto Conti - e' dedicato a quelle persone che si ammalano di tumore senza sapere perche', alla loro sofferenza e a quella delle rispettive famiglie».
E' stata questa la frase che mi ha colpito di più dell'articolo di oggi letto su PrimaDaNoi, sull'ennesima emergenza ambientale... Una azienda di compostaggio usava rifiuti tossici per la produzione di fertilizzanti, usati poi inconsciamente da tanti agricoltori. Ecco come vanificare gli sforzi di coloro che differenziano i rifiuti e che cercano di migliorare per quello che possono l'ambiente in cui viviamo. E' davvero assurdo che esistano ancora coloro che speculano sulla salute delle persone.
L'articolo lo trovate qui:
Fertilizzante cancerogeno: sequestrato impianto di compostaggio della Ecoest
Indignamoci....

  • banner Blindsight Project
  • Byoblu.Com - Il Videoblog di Claudio messora