lunedì 4 agosto 2008

COMUNICATO STAMPA WWF DEL 02/08/2008

Depurazione in Abruzzo, dossier del WWF.
Nel 2007 un quarto dei 737 controlli non regolare (Dati ARTA).
Forti criticità a Montesilvano, Ortona e Giulianova. La Provincia di Pescara con oltre il 50% di controlli irregolari, ¼ a Teramo, 1/5 a L’Aquila. Meglio la Provincia di Chieti. Il WWF presenta un manuale sulla fitodepurazione per contribuire a risolvere i problemi.

Un quarto dei controlli sui depuratori segnala irregolarità rispetto ai parametri di legge. E’ quanto emerge nel dossier “Depurazione in Abruzzo” che il WWF ha presentato oggi a Pescara. Il documento si basa sul quadro generale dei dati forniti dall’ARTA sui controlli avvenuti nel 2007 su tutti i depuratori della Regione.

La Provincia di Pescara è la porzione di territorio regionale che nel 2007 ha presentato il maggior tasso di controlli irregolari (il 51%), seguita dalla Provincia di Teramo (26,4%) e dalla provincia di L’Aquila (20,8%). Meglio la provincia di Chieti, con il 17%, anche se questo dato è la sintesi tra l’ottima performance degli impianti nell’area del Dipartimento ARTA di Vasto-S. Salvo (solo il 7,5% dei controlli irregolari) e quella in media con il resto della Regione degli impianti situati nel territorio controllato dall’ARTA di Chieti (26,4% di controlli irregolari in questa porzione di territorio).

I depuratori di media taglia (tra 10000 e 49999 abitanti equivalenti) sono quelli che risultano più efficaci, con il 17% dei controlli irregolari, rispetto al 27,3% di quelli piccoli (tra 2000 e 9999 abitanti equivalenti) e al 25,6% di quelli di grande taglia (>50000 abitanti equivalenti). In realtà quest’ultimo dato deriva soprattutto dalla situazione di estrema criticità che si è verificata nel 2007 presso il depuratore di Montesilvano (potenzialità 105000 a.e.), in cui ben 18 controlli su 22 sono risultati irregolari. Anche il più grande depuratore d’Abruzzo, quello di Pescara Via Raiale, mostra alcuni problemi, con il 30% dei controlli irregolari (6 su 20). Ovviamente le problematiche che riguardano i grandi impianti sono quelle che possono avere potenzialmente il maggiore impatto locale sull’ambiente. Altre situazioni di criticità rispetto ai relativi dati medi provinciali sono state riscontrate dall’ARTA a Cappelle,Loreto e Collecorvino in Provincia di Pescara, Miglian!
ico, Ortona, Tollo, Torrevecchia Teatina in Provincia di Chieti, a Giulianova, Teramo Villa Pavone, Mosciano S. A., Nereto, Atri Crocifisso, Castellalto e Campli in provincia di Teramo e Poggio Picenze, Villavallelonga, Collepietro, Arischia e Pescasseroli in provincia di L’Aquila.

Più in generale, nel 2007 il numero medio di controlli su ogni depuratore è di 5,3, anche se il campione è sbilanciato, con una grande diversità per numero medio di controlli per taglia (i grandi impianti vengono, correttamente, controllati più frequentemente) e province. I piccoli impianti vengono controllati più raramente, e questo potrebbe aver comportato una sottostima delle irregolarità (molti di questi impianti mostrano una irregolarità sull’unico campionamento effettuato e,in generale, sono quelli che hanno le peggiori perfomance; pertanto un numero maggiore di controlli su questi impianti avrebbe probabilmente portato a riscontrare un numero maggiore di problemi sul complesso dei dati).

Dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo “I cittadini abruzzesi spendono con la tariffa dell’acqua diverse decine di milioni di euro per la depurazione ogni anno. Inoltre sono stati spesi centinaia di milioni di euro derivanti dalle tasse per gli investimenti relativi alla costruzione dei depuratori e delle reti. Appare evidente che i dati del 2007 sono insoddisfacenti perché un quarto dei controlli è risultato non regolare. E’ come se pagassimo il ticket all’ospedale per delle analisi sapendo che nel 25% dei casi il responso sarà sbagliato. Tra l’altro nel dossier non abbiamo incluso i dati degli impianti più diffusi della regione, quelli con potenzialità sotto ai 2000 a.e. Sono oltre 1000 anche se il dato esatto manca e con ogni probabilità, come segnala anche l’ARTA nei suoi rapporti, la situazione di questi impianti è estremamente deficitaria. In questo quadro è desolante che proprio nel 2007 la Regione abbia varato la vituperata Legge “Fogna” che, alzando le soglie, permette ai piccoli impianti di inquinare di più. Insieme con la legge del 2001 che ha surrettiziamente tagliato l’importo delle multe, fa emergere la considerazione che la classe politica ha dei problemi dell’inquinamento dei nostri fiumi e del rispetto dei cittadini che pagano tasse e tariffe per la depurazione. Fortunatamente sulla questione delle multe è in corso un’indagine della Corte dei Conti e speriamo che siano recuperate le cifre eventualmente dovute, che pare ammontino ad oltre 10 milioni di euro. E’ necessario abrogare queste leggine e, più in generale, evitare che nei nostri depuratori arrivino le acque delle aree industriali, far partecipare i cittadini alla gestione del sistema idrico integrato garantendo la trasparenza dei dati (e la realizzazione del sistema informativo regionale sui dati ambientali) e rendere omogenei i controlli in tutta la regione”.

Il WWF, per contribuire alla risoluzione delle problematiche connesse alla depurazione, ha presentato un manuale sulla fitodepurazione dal titolo “La depurazione naturale delle acque”. Il documento, scritto per il WWF Abruzzo da due tecnici di fama nazionale, Francesco Avolio e Giorgio Pineschi, descrive nei dettagli questa tecnica, usata da decenni in tutto il mondo, che permette di depurare le acque attraverso la creazione di zone umide. Per i depuratori di media e grande taglia permette di migliorare i parametri delle acque in uscita dagli impianti tradizionali.

Aggiunge De Sanctis “Abbiamo visitato insieme con l’ARTA l’impianto di fitodepurazione di Jesi, che serve oltre 40000 persone: è stato uno spettacolo magnifico vedere una superficie di 15 ettari di aree umide che non solo permettono di depurare ma che sono divenute un vero e proprio paradiso per gli uccelli, visitato da appassionati della Natura. Sarebbe un modo intelligente per risolvere molti dei nostri problemi consegnando alla Natura nuove aree umide importanti per la salvaguardia della fauna. Divulgheremo questo testo tra gli amministratori e i tecnici e speriamo che la nostra Regione recuperi terreno rispetto alla depurazione delle acque”.


INFO:
3683188739, fotografie e dossier sono disponibili via email chiedendo a a.desanctis@wwf.it

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