venerdì 8 agosto 2008

Assemblea pubblica del WWF sul tema: “ARIA, ACQUA, SUOLO: Inquinamento a Chieti, cosa fare?”

Ieri a Chieti Scalo c'è stata l'assemblea pubblica del WWF sul tema: “ARIA, ACQUA, SUOLO: Inquinamento a Chieti, cosa fare?”
Dopo l’incendio dei rifiuti che ha coperto Chieti di una nuvola nera e dopo la “scoperta” di tante aree inquinate nel territorio di Chieti il WWF ha invitato tutti i cittadini a conoscere e mobilitarsi insieme con le associazioni.
Assente giustificato Gaetano Basti, direttore dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente che all'ultimo momento non ha potuto partecipare all'iniziativa per impegni improrogabili.
Relatori Nicoletta Di Francesco, presidente della nuova sezione di Chieti del WWF, e Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo. Nicoletta Di Francesco ha invitato tutta la cittadinanza ad essere più “attiva” ed a collaborare con il WWF per una migliore tutela dell'ambiente nella nostra città. Augusto De Sanctis ha illustrato alcuni documenti sul recente incendio di Chieti Scalo e, in generale, sulla situazione dell'area industriale. I primi esami sui materiali presenti nella discarica incendiata, già messa sotto sequestro dalla forestale, parlano di pneumatici fuoriuso, filtri dell'olio, scarti di oli minerali ed altri liquidi pericolosi. Nella discarica non erano state rispettate le norme di stoccaggio. La possibile ricaduta di inquinanti si estenderebbe, con diversi gradi di pericolosità, fino ai confini con il Molise. De Sanctis ha spiegato che sicuramente è una previsione pessimistica, ma probabile, in mancanza di dati certi. L'ARTA infatti non ha potuto eseguire tempestivamente tutte le analisi necessarie all'emergenza perchè l'istituto non ha la reperibilità e l'incendio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Soltanto “per puro caso” si è riusciti a reperire i responsabili ed i tecnici preposti per le analisi, che, bontà loro, si sono subito precipitati sul posto. Il primo referto dell'Arta sui campioni di aria prelevati subito dopo l'incendio purtroppo dà un quadro solo parziale del fenomeno. Ulteriori controlli sono stati fatti in seguito, ma sicuramente in misura minore del necessario. Il WWF ha lanciato la proposta di procedere con le analisi del sangue delle persone esposte direttamente all'incendio, per esempio i lavoratori del vicino casello autostradale che hanno effettuato il loro turno in quella notte. De Sanctis ha prodotto ad esempio un documento sull'incendio della De Longhi dello scorso anno, sulle procedure di emergenza che “dovrebbero” essere attuate in questi casi. Nella zona industriale di Chieti ci sono numerose zone “a rischio”, industrie dismesse, ex discariche e discariche illegali di rifiuti. Tra queste un deposito di GPL classificato come pericoloso secondo la direttiva “Seveso Ter”.
Nella nostra città manca un piano di gestione delle emergenze, obbligatorio per legge, ed il Sindaco , in caso di emergenza, dovrebbe essere il primo referente, insieme alla Protezione Civile. I “Piani di Sicurezza” dovrebbero essere redatti in collaborazione con i cittadini, che non solo devono essere informati, ma devono partecipare attivamente alla loro stesura. Il WWF invita i cittadini ad associarsi ed organizzarsi per ottemperare alle mancanze dell'amministrazione, ed a far sì che ci sia una maggiore coscienza e consapevolezza delle “cose che non vanno”. Per lo scandalo dell'acqua, per esempio, se i sindaci di Chieti e Pescara avessero partecipato alla Conferenza dei Servizi, tenutasi a Roma per la perimetrazione del Sito di Bonifica nazionale, sicuramente questa perimetrazione avrebbe avuto diversi confini, sicuramente più estesi, e più consoni alla reale situazione di inquinamento in atto. Il fiume Pescara è infatti un insieme di situazioni “a rischio”, e compito dei cittadini è quello di vigilare e segnalare le “emergenze”.
I dati ambientali dovrebbero, per legge, essere messi a disposizione di tutti, ma rari amministratori attuano questa direttiva. Manca la trasparenza, manca l'informazione e manca una corretta gestione delle emergenze. L'ARTA stessa non ha gli strumenti per fare le analisi sulle diossine, e pensare che basterebbe un finanziamento di 100.000 euro per acquistare l'apposito strumento. Per la reperibilità invece basterebbero 300.000 euro l'anno, e per le analisi di rilevazione degli inquinanti presenti nel sangue basterebbero 200 euro a campione. Costi che paragonati agli stanziamenti del Comune per “opere pubbliche” sono una risata... Ad esempio sarebbero stati stanziati 5.000.000 di euro solo per “tappare i buchi” dell'Eurobasket a Chieti, verrà presto realizzata la “riqualificazione” della Villa Comunale, è stata approvata la realizzazione del tanto contestato “Tunnel” che collegherà via Barbella con il Terminal.
Si è parlato anche dei rifiuti, con l'intervento dell'assessore Bassam El-Zohbi, e di un cittadino residente nel quartiere vicino alla discarica Casoni. Si è discusso sul recente aumento della TARSU, secondo l'assessore dovuto per l'attuazione di una legge nazionale (quella che impone di accantonare delle somme per la bonifica della discarica quando è imminente la sua chiusura). L'avvocato del WWF, De Massis, ha espresso le sue perplessità su questa quota di accantonamento, che doveva essere già da tempo presente sulle nostre bollette, e che invece pare sia stata addebitata soltanto ora. La discussione si è accesa anche sull'impianto di Trattamento Meccanico Biologico in costruzione a Casoni, soprattutto sulla sua localizzazione, che porterebbe non pochi problemi agli abitanti della zona. L'assessore si è reso disponibile a studiare approfonditamente il problema, e ha ribadito che per la chiusura della discarica servirebbero 12.000.000 euro subito, soldi che al momento non sono disponibili nelle casse cittadine. Il WWF fa le sue proposte, ed invita i cittadini a partecipare attivamente e dare il proprio contributo per spingere i nostri amministratori a fare il proprio dovere e a prendersi le loro responsabilità. L'ambiente è la nostra casa, tutelarlo è un nostro diritto ma anche un nostro dovere, e vigilare perchè ciò sia fatto è un dovere civico. A settembre ci sarà un'altra assemblea del WWF teatino, sperando che nel frattempo non ci siano ulteriori “emergenze”. Il WWF si mette disposizione delle autorità per eventuali consulenze su temi ambientali. E' meglio collaborare prima che “avere ragione” dopo, come è successo per lo scandalo dell'acqua...
All'assemblea erano presenti anche dei consiglieri comunali, e si spera che portino presto questi argomenti all'attenzione del Consiglio. Numerosi altri temi sono finiti nel “calderone”, ma ascoltarli “dal vivo” fa certamente un diverso effetto che raccontarli. C'è stata anche una segnalazione di una cittadina che vive nell'area industriale, nella quale quasi ogni notte si percepisce odore di bruciato e la mattina ci si trova ricoperti di una strana polvere biancastra.
Infine una buona notizia. Sembra che dalle analisi effettuate sugli alimenti non risultino livelli preoccupanti di presenza di diossine.
M.M.

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