lunedì 15 settembre 2008

Ce l'hanno data a bere

http://www.chietiscalo.it/celhannodataabere130908.html

Questo è il titolo del libro di Alessandro Biancardi e Alessandra Lotti, del sito PrimaDaNoi.it, nel quale è raccolta la storia dello scandalo dell'acqua avvelenata in Abruzzo.
Il libro ripercorre i fatti avvenuti prima e dopo la famosa estate senz'acqua del 2007, attraverso inchieste e documenti risalenti anche a molti anni prima. La vicenda del sito inquinato di Bussi infatti risale a tanti anni fa, quando quella zona era una fiorente zona industriale. La scoperta delle megadiscariche chimiche abusive ha scoperchiato il calderone di veleni che per anni sono stati sepolti in quel territorio, inquinando irrimediabilmente il nostro ambiente ed avvelenando la nostra acqua.
Mi trovo a metà libro, e più vado avanti nella lettura, più mi rendo conto di quale immenso scandalo è stato, e quale poca risonanza ha avuto sia tra l'opinione pubblica locale, sia a livello nazionale. Uno scandalo di tale portata avrebbe dovuto infatti rimbalzare in tutto il paese, per la sua immensa gravità. Invece è avvenuto qui in Abruzzo, ed in particolare nella nostra città sembra davvero che tutti dormano, che non si voglia dare il giusto peso a questo triste passato. In realtà non è tanto “passato”, visto che l'emergenza idrica continua anche quest'anno e che al vertice dell'azienda acquedottistica siede ancora la stessa persona, tra l'altro coinvolta nella indagine della magistratura. Nel libro ci sono i nomi, i luoghi, i fatti. Nei tribunali i fascicoli delle indagini. Nelle nostre case rimangono i nostri dubbi, che sgorgano come l'acqua dai nostri rubinetti.
Cosa abbiamo bevuto in tutti questi anni? Perchè non siamo stati avvertiti di quello che stava accadendo? Perchè continua l'emergenza idrica? Di chi sono le responsabilità di quanto accaduto, e perchè non pagano? Perchè non sappiamo niente della indagine epidemiologica richiesta più volte dalle associazioni? Perchè non si seguono i suggerimenti delle associazioni stesse, che in tutta la vicenda hanno dimostrato di essere molto più competenti degli enti “ufficiali”? Perchè le analisi dell'acqua non sono ancora state messe a disposizione di tutti, come avevano promesso? Perchè ad oggi, settembre 2008, il Comune di Chieti non ha ancora comunicato ai suoi cittadini, con chiarezza, a che punto sono le indagini e cosa si sta facendo per assicurarci un'acqua “buona”? Perchè solo di recente la “questione acqua” è approdata in Consiglio Comunale, e soltanto per alimentare le beghe tra partiti, tra botta e risposta incomprensibili di comunicati stampa? Perchè non si è dato seguito alla delibera consiliare n. 465 del 17/12/2007, nella quale il Comune si impegnava ad informare i cittadini, sollecitare e seguire lo studio epidemiologico, costituirsi parte civile nel procedimento penale in corso?
Perchè il Comune non ha risposto e non risponde alle domande dei cittadini e delle associazioni, con fatti e documenti e non con chiacchiere, sui dubbi sulla qualità dell'acqua distribuita in città?
Perché non è stata fatta chiarezza sui pozzi di San Martino, sui pozzi del Vomano, che hanno alimentato la fornitura dell'acqua cittadina? Perchè anche sul Potabilizzatore di San Martino è stata necessaria una indagine della forestale per far luce sulla montagna di euro spesi inutilmente dalla amministrazione? Questo è il paese in cui nessuno paga, tranne i cittadini inermi e maleinformati che hanno bevuto inconsapevoli litri e litri di acqua avvelenata...

Per chi volesse documentarsi il libro è disponibile a questi indirizzi. Diamo una mano a chi si è impegnato con volontà e costanza a far luce su questo incredibile scandalo.
http://www.primadanoi.it/modules/news/article.php?storyid=2346
http://www.ilmiolibro.it/libro.asp?id=23327


Articolo del 13 settembre 2008

1 commento:

Andrea Quaranta ha detto...

Ci sono alcuni eventi che per la loro portata si definiscono spesso, a volte anche in maniera affrettata, "sconvolgenti".
Tra questi, la maggior parte sono in grado di cambiare il futuro di un gruppo, di un insieme di persone, di un territorio.
Ci sono, invece, altri tipi di eventi che, oltre ad incidere pesantemente sul presente e sul futuro della società civile, riescono in qualche modo a cambiare anche il passato.
Meglio: l'idea di un certo passato che l'opinione pubblica aveva fino ad un dato momento.

Inizia così “Ce L’hanno data a bere”, il libro-inchiesta di due giornalisti abruzzesi del quotidiano on line PrimaDaNoi.it, pubblicato da Il mio libro.

Un libro che cerca di ricostruire, attraverso documenti e testimonianze, quanto accaduto nell’“isola felice” – l'Abruzzo, "un posto che oggi appare sempre più come una terra stuprata dalla mano incivile dell’uomo" – per avere uno sguardo di insieme sulla complessa vicenda e per capire cosa fosse realmente successo.
E perché.

Il libro è ben costruito, e a parte qualche imprecisione normativa (il D.Lgs n. 152/06 – il c.d. “Testo Unico Ambientale” – non è l’ex DM 471/99…), si legge con piacere.
Ma anche con tanta amarezza…

Ogni capitolo si apre con una citazione, che riassume, in qualche modo, il successivo contenuto […]
http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/ce-lhanno-data-bere.html


[…]
Insomma: ci sono pochi dubbi sul fatto che l’Abruzzo si sta avviando a grandi passi verso la “bancarotta ambientale”…
Il libro si conclude sottolineando che si chiedeva all’amministrazione una svolta radicale…ma la classe politica, cui questo compito era demandato, “non cerca di risolvere questi problemi, ma continua a proporre interventi devastanti…
L’incapacità della classe politica di governare, il prevalere dei particolarismi sull’interesse generale, la mattanza che il territorio subisce quotidianamente, la violazione delle regole, la commistione fra politica e affari, la scarsa trasparenza e la moltiplicazione dei conflitti di interesse, le infiltrazioni criminali organizzate non lasciano dubbi: in Abruzzo è emergenza criminale e democratica”.

Un libro da leggere, non per crogiolarsi nello sterile piagnisteo italico, nel disfattismo fine a se stesso, ma per cercare di capire qualcosa in più, per tenersi informati su quanto accade alle nostre spalle, ma anche, e sempre più spesso, purtroppo, sotto il nostro naso…e a volte anche con complicità e con il tacito assenso che, per paura (ignoranza, lassismo, pigrizia…tornaconti personali), le persone non informate, e formate, sui fatti tendono a concedere a chi gli fa credere di….
O gli dice o promette quello che vuole sentirsi dire…

Un libro, insomma, da leggere per diventare un po’ più consapevoli, e non perdersi in un bicchier d’acqua…
http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/11/non-perdersi-in-un-bicchier-dacqua.html

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