mercoledì 5 novembre 2008

Amianto a Chieti



Non solo il quartiere di Filippone ha le sue case Ater con l'amianto. In via Milano i tetti delle palazzine Ater sono in Eternit, così come i serbatoi dell'acqua nelle soffitte, e chissà cos'altro.
La Ater, per Filippone, ha dichiarato sulla stampa (Il messaggero 5 novembre 2008):
«Certo che l'eternit costituisce grave rischio per la salute e va eliminato, ma le colpe non possono essere addebitate all'Ater». «Nelle palazzine alcuni appartamenti sono stati acquistati e riscattati, per cui le situazioni che si creano vanno viste e si trasferiscono nell'ambito delle competenze del condominio e non più dell'Ater». «Le infiltrazioni nascono da una casa privata. Abbiamo avvertito gli interessati del problema della colonna di scarico della palazzina dove insistono quattro proprietari su otto, per cui i lavori di manutenzione sono a carico del condominio»
In via Milano, come a Filippone, molti appartamenti sono stati riscattati, con tanti sacrifici, ed ora i proprietari e gli inquilini si ritrovano con questa situazione “sopra la testa”...
A suo tempo l'Ater aveva dichiarato che l'eternit del tetto era “in buono stato” e quindi non c'era una situazione di pericolo. Ora che gli inquilini sono diventati proprietari, perciò “responsabili”, dovranno pagare per la messa in sicurezza o per lo smaltimento.
A Filippone si sono chiesti: «Ma gli altri Enti, come il Comune e l'Azienda sanitaria, non hanno da dire nulla per quanto rientra nei loro compiti istituzionali?»
Ma c'è da chiedersi ancora: vendere gli appartamenti libera automaticamente dalle responsabilità l'Ater? E' giusto che sono i nuovi proprietari, alcuni ignari della situazione, a dover pagare? I costi dello smaltimento sono proibitivi, e nonostante la legge sia in vigore da tempo nulla è stato ancora fatto a favore dei cittadini. Mancano seri piani di incentivi, che diano la possibilità a chi ha, suo malgrado, un manufatto in amianto di potersi permettere il corretto trattamento.
I proprietari hanno “paura” di autodenunciarsi, per il timore di andare incontro a spese per loro insopportabili, specie in questo periodo di crisi. A volte si è costretti a “rischiare” la salute, se piange il portafoglio...
Chi deve controllare se l'eternit è “in buone condizioni”? Ma soprattutto, chi deve pagare?
E' sempre il cittadino, il singolo, a pagare le conseguenze di una cattiva gestione delle risorse...
Il presidente dell'Ater, Sperduti, aggiunge alla fine dell'articolo:
«Ma voglio lanciare un messaggio ed è quello di rassicurare gli inquini che l'Ater non li ha mai abbandonati, sensibile ai problemi dei cittadini, e interviene con responsabilità e tempestività quando ciò si rende necessario, ovviamente nell'ambito delle proprie competenze».
Sembra quasi una presa in giro...









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