domenica 6 luglio 2008

DAL WWF NUOVI ALLARMI INQUINAMENTO

Nei comunicati stampa del WWF del 2 e 3 luglio 2008 si sottolinea la terribile situazione di inquinamento del territorio abruzzese. Nuovi inquinanti sono stati trovati nei fiumi Saline ed Alento, oltre a quelli già accertati in precedenza, per i quali i siti erano stati ricompresi nella perimetrazione del Ministero dell'Ambiente nel 2003 (Sito di Bonifica Nazionale “Saline-Alento”, Decreto Ministeriale 3 marzo 2003). Il WWF denuncia i gravissimi ritardi nell'espletamento delle procedure di bonifica e le inadempienze da parte delle amministrazioni locali e dei privati che non avrebbero ottemperato alle prescrizioni del Ministero dell'Ambiente. Sottolinea inoltre che tra le sostanze rilevate nei fiumi sono presenti anche le diossine, per le quali la stessa ARTA, ente preposto per i controlli, ha dichiarato di non avere strumentazione sufficiente per le opportune analisi.
Come per lo scandalo acqua in Val Pescara, gli enti si dimostrano non all'altezza del loro compito e le numerose domande e preoccupazioni dei cittadini rimangono ancora senza risposta.
In un altro comunicato infatti si dichiara la volontà di riaprire i pozzi di acqua potabile “Val Vomano” a Pineto, per sopperire ad una nuova “emergenza idrica” (in realtà l'ACA aveva promesso più volte, a mezzo stampa, che non si sarebbe mai più verificata una emergenza idrica come quella del 2007). Questi pozzi sono stati chiusi per inquinamento nel 2006 e nel 2008, e il WWF nel suo comunicato allega le delibere della Giunta Regionale relative a quelle chiusure. I pozzi infatti prendono acqua nel sub-alveo del fiume Vomano, sito pesantemente contaminato, come risulta dalle analisi della stessa ARTA.
Dichiara Dante Caserta, presidente regionale del WWF: “Se si tratta degli stessi pozzi Vomano inquinati è un’ipotesi del tutto sconcertante e l’ACA e tutti gli amministratori coinvolti dovrebbero spiegare chiaramente alla popolazione lo stato della situazione e quali sono le tecnologie che si vorrebbero usare per rendere potabili queste acque. Tra l’altro l’esperienza dei filtri usati a Castiglione a Casauria si è rivelata del tutto inefficiente. E’ passato un anno dalla crisi idrica del 2007 e dalla scoperta della presenza di cancerogeni nell’acqua distribuita in tutta la Val Pescara ed è incredibile che, nonostante una enorme disponibilità di acqua pro-capite in distribuzione, vi siano ancora situazioni di carenza. Vista la grande quantità di acqua già captata, che, se applicassimo gli standard delle società di gestione europee, basterebbe quasi per l’intero Abruzzo, non si capiscono i motivi reali delle crisi che si ripresentano puntualmente. In ogni caso è del tutto evidente che le fonti ufficialmente inquinate siano da scartare e, ovviamente, il WWF vigilerà affinché i cittadini sappiano veramente quale acqua bevono e da quali fonti.”
Il 3 luglio c'è stato a Chieti un incontro-dibattito del WWF su acqua e rifiuti, nel quale era presente anche Fabio De Massis, l'avvocato dell'associazione che sta raccogliendo le firme per la costituzione parte civile nel processo penale sullo scandalo dell'acqua potabile. Il WWF, nel suo comunicato relativo all'incontro, ha dichiarato: “La città di Chieti soffre da anni per le problematiche connesse alla distribuzione dell’acqua ed è stata colpita, come tutta la Val Pescara, dalla questione della presenza di sostanze cancerogene nell’acqua a causa dell’inquinamento dei pozzi S. Angelo, ora chiusi. Con l’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell’ordine del giorno per l’indagine epidemiologica, è necessaria la mobilitazione di tutti i cittadini affinché si accertino le conseguenze sulla salute di questo scandalo. Durante l’incontro saranno illustrati ai partecipanti i principali documenti ufficiali sull’argomento e sarà possibile approfondire le iniziative legali intraprese dall’associazione e aderire come singoli cittadini.”
Durante l'incontro si è ripercorsa “passo passo” la storia dello scandalo acqua, partendo dalle prime analisi, fatte da un privato cittadino, dalle quali sono scaturiti livelli spaventosi di inquinanti, poi confermati, purtroppo, dagli atti reperiti dal WWF nel corso delle indagini. L'area della Val Pescara a oggi risulta una delle aree più inquinate d'Europa, se non del mondo, ed è davvero spaventoso il silenzio delle autorità in merito a questa triste realtà. Il sito chimico di Bussi è attraversato dalla maggior parte delle acque abruzzesi, e il Tirino, in particolare, era utilizzato dalle industrie per la lavorazione. I pozzi S. Angelo sono a valle del sito chimico, e sono stati aperti e utilizzati dagli anni '80 in poi. Ci si chiede come mai gli enti preposti abbiano deciso di realizzare dei pozzi di captazione in un terreno a valle di un sito chimico, e come mai ci si è sempre limitato a fare analisi “di legge” solo sulle sostanze “tabellate”, invece che ricercare specificatamente le sostanze chimiche che venivano lavorate nelle industrie. Nel 2007 poi la scoperta delle discariche abusive ha “completato l'opera”, fornendo una lista di inquinanti dai nomi improponibili (che purtroppo però abbiamo imparato a conoscere). Di alcuni di essi non sappiamo ancora, ad oggi, la quantità effettiva che nostro malgrado abbiamo “bevuto”, in quanto le analisi stesse ne accertavano la presenza ma non la quantità. Questi inquinanti, inoltre, sono stati analizzati uno per uno ma separatamente, e non sappiamo neanche le possibili conseguenze del cosiddetto “effetto cocktail” sulla nostra salute.
Dalla stampa apprendiamo che finalmente hanno approvato, alla Regione, l'avvio dell'indagine epidemiologica, ma sarà una strada molto lunga da percorrere, e le associazioni “suggeriscono” strade alternative per venire finalmente a capo di questo gravissimo problema. Si richiedono infatti analisi sui livelli di inquinanti già presenti nei corpi dei cittadini, e sui prodotti agricoli della Val Pescara, ovviamente “annaffiati” dalle acque contaminate del fiume e delle falde della valle. Tali analisi hanno sì un costo per la collettività, ma a giudicare dagli stanziamenti della Regione in merito al altri “problemi”, questo costo potrebbe essere tranquillamente stanziato dagli enti. Il WWF infatti nel suo comunicato stampa dichiara: “Il Consiglio regionale pochi giorni fa ha stanziato ben 5 milioni di euro per ripianare i buchi degli Europei di Basket svoltisi a Chieti l’anno scorso: non era meglio rafforzare l’ARTA per il monitoraggio e la prevenzione dell’inquinamento e per la tutela della salute dei cittadini?”
Nelle delibere regionali riportate in copia nei comunicati stampa, inoltre, si fa riferimento non solo ai pozzi Vomano, argomento di uno dei comunicati, ma anche ai pozzi e al Potabilizzatore di San Martino a Chieti. La delibera è del 3 luglio 2006.

PARTE I - DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 03/07/2006 n° 734

GIUNTA REGIONALE
Omissis
LA GIUNTA REGIONALE
Omissis
Ad unanimità di voti espressi nelle forme di legge;
DELIBERA
1) di prorogare lo stato di emergenza idrica dichiarato con la delibera della Giunta Regionale n. 1122 dell’11.11.2005 sia a seguito dell’inquinamento delle acque emunte dall’ATO n. 4 Pescarese dal “campo pozzi di Colle S. Angelo” sito in agro del Comune di Castiglione a Casauria sia di quelle emunte dal “campo pozzi Vomano”, successivamente risultate non potabili”;
2) di autorizzare l’ATO n. 4 Pescarese, fino al 31.12.2006, fatta salva la preventiva acquisizione delle autorizzazioni sanitarie per l’utilizzazione dell’acqua ad uso potabile rilasciate dai Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione delle rispettive ASL, alla captazione di acqua nella misura massima di:
a) l/s 90 dal subalveo del fiume Pescara in località S. Martino del Comune di Chieti mediante n. 2 pozzi, la cui realizzazione è stata autorizzata con la D.G.R.A. n. 1122/05;
b) l/s 100 dalla sorgente Tirino II°, mediante n. 2 pozzi esistenti in località S. Rocco del Comune di Bussi sul Tirino;
c) l/s 90 dalla sorgente Tirino II°, mediante n. 2 pozzi sempre in località S. Rocco del Comune di Bussi sul Tirino, la cui realizzazione è stata autorizzata con la D.G.R.A. n. 1122/05;
d) l/s 400 dai potabilizzatori di San Martino di Chieti e Vomano di Montorio al Vomano, di cui l/s 200 per tutto il periodo di proroga e l/s 200 per tutto il periodo estivo;
3) di demandare alla Direzione Lavori Pubblici, Aree Urbane, Servizio Idrico Integrato, Manutenzione Programmata del Territorio – Gestione Integrata dei Bacini Idrografici – Protezione Civile – Attività di Relazione Politica con i Paesi del Mediterraneo, l’esecutività del presente provvedimento ed a ripartire, d’intesa con le ATO interessati, le portate da derivare dai potabilizzatori di “San Martino” di Chieti e “Vomano” di Montorio al Vomano;
- di notificare il presente provvedimento ai Comuni interessati dalle opere di captazione, all’ATO 4 Pescarese, all’ATO n. 5 Teramana, ai S.I.A.N. delle ASL territorialmente competenti e alla Direzione Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Alimentazione, Caccia e Pesca – Servizio Foreste e Demanio Civico ed Armentizio della Regione Abruzzo;
4) di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.

Sul blog del Meetup di Chieti sono riportati per intero i suddetti comunicati stampa, che invito a leggere con la dovuta attenzione. (http:\\meetupchieti.blogspot.com)
Il Meetup di Chieti, inoltre, ha più volte richiesto chiarimenti, a mezzo stampa, riguardo ai Pozzi e al Potabilizzatore di Chieti, non ricevendo dagli enti alcuna risposta.
Nei giorni scorsi ha inviato alla stampa l'ennesimo articolo riguardante l'acqua a Chieti, che purtroppo sta subendo, di nuovo, numerose interruzioni, rasentando anche questa estate l'emergenza dell'anno passato. Le nostre richieste, però, sono state ignorate.
Nell'incontro del 3 luglio si è anche parlato dei rifiuti, e della situazione della discarica Casoni a Chieti. E' intervenuto nel dibattito Andrea Iezzi, del Comitato “Il Bivio”, che ha invitato tutti i presenti a documentarsi sulla critica situazione che verte sulla discarica teatina. A Chieti si è anche istituito un gruppo tematico “Territorio e Ambiente”, che sta lavorando sui numerosi temi ambientali della città. Il WWF sta creando un suo gruppo locale, che seguirà le direttive regionali lavorando però sullo specifico della realtà teatina. I cittadini sono invitati ad informarsi e partecipare alle iniziative, per creare una rete alternativa di lavoro per la tutela della nostra salute e per la vivibilità della nostra città.
Solo cambiando le abitudini dei cittadini si possono ottenere i dovuti riscontri dagli amministratori, la partecipazione di tutti è importante e fondamentale per dare voce e peso a quei diritti che dovrebbero essere tutelati dai nostri rappresentanti, ma che purtroppo troppo spesso vengono messi in secondo piano rispetto agli interessi economici e politici. I cittadini devono riappropriarsi della propria coscienza civica, del proprio senso civile di responsabilità, e collaborare ed unirsi con le associazioni per ottenere una giusta considerazione da parte dei nostri amministratori.
Per quanto riguarda i rifiuti, per esempio, il cittadino deve essere sì “istruito” a fare una corretta raccolta differenziata, essendo questa l'unica vera soluzione al “problema rifiuti”, ma deve altresì collaborare alla buona riuscita delle sperimentazioni, aiutando anche l'amministrazione nel segnalare le “trasgressioni”.
Ognuno di noi ha la sua parte da fare. Insieme possiamo tentare di “cambiare le cose”.

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