martedì 9 dicembre 2008

Il 10 dicembre è l'anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani


Il 10 dicembre è il 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, ma nel nostro paese c'è un assordante disinteresse su questa ricorrenza. I diritti umani sono continuamente violati in tutto il mondo, e noi non esuliamo da questa realtà, anche in Italia, pur se in modo meno eclatante, meno plateale, tutti i giorni tanti diritti vengono calpestati nel silenzio più assoluto. Piccole e grandi tragedie si consumano tra le mura di casa, tra l'omertà e l'indifferenza. Lo slogan delle associazioni che promuovono e sostengono questa ricorrenza è: “se non li difendi, te li tolgono”Ma come difenderli? Come difendersi quando tutti girano la testa dall'altra parte, quando tutti fanno finta di non sentire e molti, troppi, fra quelli che vorrebbero parlare devono aver timore di avere ritorsioni? Questo è un paese che non ha voce, dove la magistratura viene indagata, dove i colpevoli rimangono impuniti, dove le leggi non vengono rispettate o se ne fanno troppe ed anche a volte assurde ed incomprensibili per noi comuni mortali. Tutto è precario: il lavoro, la libertà di opinione e di pensiero, nonché la libertà di stampa. I lettori sono talmente scoraggiati che non leggono più, e chi scrive deve aver timore di farlo. Qualche giorno fa la notizia che la testata on line PrimaDaNoi è stata querelata in merito all'inchiesta sull'acqua inquinata, perché si era battuta per far emergere questa assurda vicenda. Parlare non è più lecito? Dare le notizie non è più possibile? E' il giornalista che deve stare attento? Intanto non sappiamo niente dell'indagine epidemiologica che si sarebbe dovuta fare, e chissà quanti malati dovremo ancora contare prima che qualcosa venga alla luce. La nostra città si sta adoperando per avere la certificazione ambientale e nel frattempo il decreto “anti-crisi” taglia gli incentivi sul risparmio energetico.Intanto Chieti è piena di amianto, di antenne, di discariche abusive, che hanno portato alla recente ordinanza della zona lungofiume a Chieti Scalo, però si continua a costruire, a gettare cemento su cemento, mentre nelle case non si riesce neanche più a mangiare per la crisi che incalza...Le fabbriche chiudono, il lavoro non c'è, e i “fortunati” che ancora hanno un lavoro sono costretti a cedere a mille ricatti per mantenerlo, ad essere sottopagati, precari, o ad aspettare mesi per uno stipendio che spetterebbe loro di diritto. Tante persone devono passare il Natale contandosi i soldi in tasca, e guardando il telegiornale hanno solo voglia di spegnere la TV (così si risparmia anche sulla bolletta della luce!)Dove sono quindi i diritti umani?Chi ha soldi e potere può anche violare le leggi, tanto sa di rimanere impunito. I tempi della giustizia sono lunghi, e poi c'è sempre la prescrizione!Anche per i reati ambientali c'è la prescrizione, ma le conseguenze si pagano per tantissimi anni dopo...E poi c'è il marito che maltratta la moglie, il padre che picchia i figli, l'ex che taglia gli alimenti, il datore di lavoro che non paga, per parlare solo dei piccoli “crimini”...La nostra dignità viene calpestata ogni giorno!E il cittadino continua a non avere voce.Avete mai provato a dire qualcosa in una occasione “ufficiale”? Avete mai assistito ad un Consiglio Comunale o ad una conferenza stampa della vostra città? Il singolo cittadino non può parlare, non può dire niente, e se anche riesce a dire qualcosa non viene ascoltato. Qualche giorno fa c'è stata la conferenza stampa sulla giornata nazionale della disabilità, ed il quella occasione una cittadina ha provato a dire la sua per quanto riguarda le barriere architettoniche, chiedendo all'amministrazione comunale cosa avesse intenzione di fare per i divieti e le limitazioni al traffico in centro storico, che indirettamente tutelano anche chi “cammina” su rotelle. Sindaco e Assessore erano assenti, ma i presenti non hanno ugualmente ascoltato né risposto a questa semplice domanda. Nel consiglio comunale sull'acqua, di qualche tempo fa, alcuni cittadini avevano chiesto di intervenire. Anche lì niente, perché il “regolamento” non prevede che i cittadini possano dire la propria.
Allora, chi può parlare e quando? Come dobbiamo fare per avere finalmente voce?
Cosa possiamo fare per veder tutelati i nostri sacrosanti diritti?
M.M.

2 commenti:

Wil ha detto...

Vi ringrazio, ricambio inserendovi tra i blogger amici.

Grazie per aver ricordato il sessantennale della Dichiarazione.

A presto, Wil.

Xav. ha detto...

Ciao ti interessa uno scambio di link con il mio sito FolleRumba?
Se si, lasciami un commento nella sezione che ho dedicato ai Link....

http://follerumba.blogspot.com/

Ciao ciao!

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