mercoledì 18 febbraio 2009

Fumatori incalliti a Chieti


Continua la campagna contro il fumo di chietiscalo.it

Qualche fumatore ha compreso, qualcun'altro no...
Al Consiglio Comunale la situazione è nettamente migliorata, i fumatori hanno imparato ad andar fuori a fumare, anche se negli uffici c'è ancora qualche “resistente”. Nelle giornate non “aperte al pubblico”, purtroppo, si continua a fumare. L'abitudine è talmente radicata che mille parole e mille proteste non bastano a debellare questa “usanza”.
Neanche “perdere la faccia” fa più paura e i numerosi filmati trasmessi sia in televisione (vedi trasmissione “le iene” del 13/02/09) che sul web ne solo la triste conferma.
Fumare è diventato un diritto, complice l'impunità e la cattiva educazione. Chi non fuma si arrangi. Il non fumatore, infatti, è sempre additato come un “rompiscatole”, e a volte anche preso in giro per la sua “fissazione”. In casi estremi si arriva anche a negare l'evidenza, con una spudorata “faccia tosta”, che porta a dire: “io stavo fumando? No, non è vero!” e tocca a te, non fumatore, dimostrare il contrario, se vuoi sperare di veder applicata la legge! Dovremmo andar tutti armati di fotocamera o telecamera, pronti a “cogliere al volo” il fumatore indisciplinato. Senza contare coloro che fumano “di nascosto”, pensando che lontano dagli occhi la puzza non si senta...
Questa situazione porta da un lato a sorvolare, a non farci più caso, ad accettare la realtà come dato incontrovertibile, seppur inaccettabile. Da un altro lato invece sale la rabbia per una legge disattesa, per una giustizia non applicabile. Risulta in effetti impossibile imporre il rispetto della legge in mancanza dei mezzi per l'applicazione delle sanzioni.
Siamo nel paese del “tanto lo fanno tutti”, e troppo spesso coloro che sono indicati come controllori sono i primi a trasgredire. Tra l'altro non avrebbero neanche modo di imporre il divieto, se non con la persuasione. Dove sono infatti i verbali per le multe? Chi può e deve farle? La legge parla chiaro, ma nella pratica?
Avete mai visto un vigile urbano, un carabiniere o un semplice capufficio sanzionare qualcuno per il fumo?
Nel video delle iene ci sono i vigili urbani, presenti al consiglio comunale napoletano, che cacciano gli operatori con la telecamera, invece che fare le multe ai consiglieri che fumavano tranquillamente.
Dov'è la giustizia in questo? Dov'è la legalità? Il Comune non è forse il simbolo di tutta la città?
Soltanto qualche singolo o qualche associazione ha cercato di sostituirsi alle istituzioni e dare qualche direttiva per arrivare alle probabili soluzioni.
Una associazione di consumatori, attraverso il suo sito web, mette a disposizione un modulo per segnalare le trasgressioni e dà tutte le informazioni sulla normativa vigente. Il sito è Telefono Blu, e noi di chietiscalo.it abbiamo appoggiato molto volentieri la loro iniziativa. Vorremmo portare questa proposta anche nella nostra città, e abbiamo messo a disposizione un indirizzo mail per le segnalazioni (fumonograzie@chietiscalo.it).
La campagna di Telefono Blu prevede inoltre la presenza in città degli "Angeli Blu", che monitorano i locali che non rispettano la legge sul fumo. La richiesta della nostra associazione è dotare questi “angeli blu” degli strumenti per far seguire alle segnalazioni le dovute sanzioni. Solo toccando “le tasche” dei cittadini potremmo vedere finalmente applicata questa importante normativa.
Abbiamo chiesto aiuto al nostro Sindaco, attraverso una lettera aperta e alcuni articoli di stampa. Il Sindaco ci ha promesso “tolleranza zero”, ma dove, come???
La soluzione infatti è solo il controllo costante, le sanzioni applicate puntualmente, la semplificazione della burocrazia.
Con procedure più snelle ed immediate i “recidivi” sarebbero sicuramente incentivati ad adeguarsi alla normativa ed ad avere finalmente rispetto per chi non fuma.
Le segnalazioni hanno fatto presto ad arrivare. Al nostro indirizzo e-mail, appena avviato, ne sono arrivate già due, una dalla Provincia, una da un istituto superiore.
Nella Provincia, come nel Comune, sembra che si continui a fumare liberamente, e se qualcuno prova a distribuire i nostri volantini essi vengono puntualmente strappati. Corridoi o stanze non fa differenza, ognuno è libero di fumare.
Nella scuola invece si segnala l' “uso improprio” dei bagni, usati dai ragazzi come “sala fumatori”.
Ancora troppi giovani cominciano a fumare in “tenera” età, forse anche per l'esempio sbagliato che diamo noi adulti. Se ovunque continuano ad esserci persone che fumano dove è vietato, quale insegnamento possiamo dare ai nostri figli?
In alcune scuole (di altre città) è vietato fumare anche nei cortili all'aperto, a Chieti? A Chieti si fuma al Comune, alla Provincia, a scuola... e dove altro? Segnalatecelo sul nostro sito.
Un consiglio per i cittadini non fumatori: non abbiate timore a fare queste segnalazioni. Se fate spegnere la sigaretta a qualche fumatore non state commettendo un reato ma solo chiedendo il rispetto dei vostri diritti e della vostra salute.


1 commento:

@enio ha detto...

le leggi ci sono basta applicarle se non si riesce a farli smettere di fumare con le buone si deve necessariamente correre ai ripari e introdurre l'uso di quelle multe salatissime per scongiurare il menefreghismo dilagante.Naturalmente i fumatori necessitano anch'essi di un luogo atta a soddisfare il loro vizio. Io fossi in loro smetterei di fumare e questa sarebbe proprio una situazione indicata.

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