venerdì 11 luglio 2008

Comunicato stampa sull'acqua - luglio 2008

Il Meetup di Chieti, in considerazione degli ultimi avvenimenti riguardanti lo scandalo dell’acqua e la nuova “emergenza” idrica nella nostra città, chiede delucidazioni in merito ai provvedimenti che il Comune di Chieti vorrà prendere a riguardo.
Da notizie a mezzo stampa si è appreso che il Potabilizzatore di San Martino a Chieti Scalo ha avuto in passato i permessi per essere utilizzato in caso di emergenza idrica (delibera regionale 03/07/2006 n° 734).
A San Martino esistono anche dei pozzi di captazione, che sono stati utilizzati in piena emergenza l'anno passato. I suddetti pozzi, alla loro apertura, erano risultati contaminati da inquinanti non compatibili con l'uso potabile, e il Potabilizzatore è rimasto inutilizzato a causa della mancanza della “classificazione” delle acque necessaria per un suo eventuale uso.
Da premettere che il Potabilizzatore capterebbe l'acqua dal fiume Pescara, notoriamente inquinato da numerosi composti chimici e non, che ne sconsiglierebbero l'uso potabile.
Il Meetup di Chieti chiede che gli organi preposti facciano la necessaria chiarezza sull'uso di queste acque, e diano alla popolazione la possibilità di visionare tutte le analisi relative alla loro potabilità, specialmente alla luce degli avvenimenti che tutti noi ben conosciamo.
Non si risolvono le “emergenze idriche” facendoci bere acqua che potrebbe non essere idonea all'uso umano.
Il Comune di Chieti ha deliberato nello scorso anno di costituirsi parte civile, e si sta riappropriando della gestione diretta dell'acqua.
Come vorrà l’Amministrazione Comunale affrontare questa nuova estate senz'acqua?
Le numerose interruzioni dei giorni scorsi portano a presupporre una nuova emergenza.
Ci lasceranno “a secco” oppure ci faranno bere acqua “sospetta”?
I cittadini di Chieti vogliono avere la certezza che l'amministrazione cittadina abbia a cuore la salute delle persone, e chiedono chiarezza e trasparenza dagli organi preposti.


IL MEETUP DI CHIETI SCRIVE AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Illustre Presidente,
il nostro gruppo sta esercitando il diritto di assistere alle sedute pubbliche del Consiglio Comunale da Lei presieduto.
Nelle nostre relazioni per gli iscritti del Meetup, pubblicate nel nostro blog, vorremmo documentare con mezzi audiovisivi le sedute consiliari, quindi Le chiediamo cortesemente istruzioni in merito all'esercizio di questa facoltà.
Dallo Statuto e dal relativo Regolamento Comunale, all'art. 46, si evince che: “Le sedute del Consiglio sono pubbliche. La pubblicità è garantita anche con l'ausilio di strumenti audiovisivi, secondo le modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza”. Come possiamo quindi esercitare questo nostro diritto? E' sua facoltà fornirci gli opportuni “permessi”?
Le segnalo inoltre che nell'area della sala consiliare riservata agli spettatori risulta quasi impossibile seguire gli interventi dei consiglieri, a causa dell'eccessivo vociare nella saletta adiacente, e che in tutti i locali prospicienti la sala, come per esempio i corridoi di accesso, anche quelli non accessibili al pubblico, è ormai usanza consolidata il non rispettare il divieto di fumo.
Lei è ovviamente impegnato nel presiedere il Consiglio, ed anche il referente indicato nei cartelli è occupato all'interno della sala. Chi deve vigilare allora?
I Vigili Urbani hanno sostenuto di non avere titoli per intervenire, se non dopo una sua esplicita richiesta, soprattutto nei locali non accessibili al pubblico. La prego pertanto di predisporre che in questi luoghi ci siano persone preposte al controllo del rispetto delle leggi e dei regolamenti, che possano effettuare le necessarie sanzioni a coloro che trasgrediscono i divieti vigenti.
Le circostanze su esposte ledono un diritto esplicito del cittadino “utente”, e sicuramente l'immagine e il decoro del Consiglio Comunale della nostra città.
Siamo certi di un suo positivo accoglimento e con l'occasione Le porgiamo cordiali saluti ed auguri di buon lavoro nell’esercizio delle Sue funzioni.

Il Meetup di Chieti

IL MEETUP AL CONSIGLIO COMUNALE

Il Meetup di Chieti è costituito da un gruppo di cittadini che ha a cuore la vivibilità della propria città. Si è assunto il compito di assistere e relazionare sui Consigli Comunali e riportare le proprie considerazioni sul proprio blog (http://meetupchieti.blogspot.com) perchè possano essere alla portata di tutti gli iscritti e di chiunque voglia prenderne visione.
Nell'ambito di questo compito i componenti del Meetup, semplici cittadini che esercitano il proprio diritto di partecipazione alla vita amministrativa della città, relazionano non tanto sul “contenuto” delle deliberazioni, che presupporrebbe una competenza amministrativa non in loro possesso, ma quanto sull'aspetto generale del consiglio stesso, con la visione disinteressata e libera di un cittadino che “guarda” il nostro Consiglio Comunale al lavoro.
In tutte le sedute alle quali il Meetup ha partecipato ha potuto notare, purtroppo, una scarsa “educazione” all'interno dei locali comunali, e la prima domanda che si è posto è: quale esempio danno i nostri amministratori ai propri cittadini?
In più occasioni infatti ci sono state “discussioni” per quanto riguarda il chiasso in aula, il fumo passivo, la facoltà di documentare con strumenti audiovisivi ciò a cui si assiste.
Dopo notevoli insistenze e richieste siamo finalmente venuti in possesso dello Statuto Comunale e del relativo Regolamento, documenti che dovrebbero rispondere ad alcune delle domande che ci siamo posti.
Innanzitutto la questione della trasparenza. Il Consiglio Comunale è considerato “pubblico” dallo stesso Statuto Comunale (Art. 12: “Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvi i casi previsti dal regolamento consiliare che ne disciplina il funzionamento”). Lo è davvero?
Un membro del Meetup è stato prontamente richiamato mentre si apprestava a fare una fotografia (una sollecitudine tale certo non c'è stata per le altre “trasgressioni”), ed si è recato in segreteria per chiedere delucidazioni in merito. Le risposte sono state vaghe e contrastanti.
Il Regolamento Comunale, all'art. 46, recita: “Le sedute del Consiglio sono pubbliche. La pubblicità è garantita anche con l'ausilio di strumenti audiovisivi, secondo le modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza”; ma poi, in un altro punto: “Le emittenti radiofoniche o televisive accreditate che intendono effettuare trasmissioni in diretta o registrazioni dei lavori del Consiglio comunale devono darne preventiva comunicazione alla Presidenza del Consiglio”.
La domanda sorge spontanea: se un cittadino, e non un giornalista, vuole assistere al Consiglio Comunale della propria città e riportare ciò che ha visto e sentito ad altri cittadini, e corredare il suo “racconto” con le “prove” fotografiche di ciò a cui ha assistito, come deve fare? Come e a chi formulare questa richiesta?
Abbiamo inviato una richiesta esplicita al Presidente del Consiglio Comunale, e siamo in attesa di risposta.
Sempre nello Statuto è scritto: “Il Comune di Chieti si ispira, nell’esercizio delle proprie attività, ai principi di democrazia, di trasparenza amministrativa, di partecipazione, di cooperazione istituzionale e di solidarietà. Il Comune di Chieti assicura la più ampia informazione sulla propria attività ed appresta idonei strumenti ai fini della partecipazione della comunità locale alla gestione della cosa pubblica”.
Allora ci possiamo appellare al principio della trasparenza e del diritto all'informazione?
Possiamo tranquillamente documentare i “trasgressori” al divieto di fumo, il vociare nei corridoi, i consiglieri che spariscono quando c'è un intervento che a loro “non interessa”, coloro che leggono il giornale, che parlano al telefono, e via dicendo? Abbiamo o no il diritto/dovere di farlo?
Non siamo una associazione, non siamo giornalisti, non siamo politici. Siamo soltanto cittadini. Abbiamo o no il diritto di “dire la nostra” sulla nostra città?

Mara Miccoli – Meetup Chieti

domenica 6 luglio 2008

DAL WWF NUOVI ALLARMI INQUINAMENTO

Nei comunicati stampa del WWF del 2 e 3 luglio 2008 si sottolinea la terribile situazione di inquinamento del territorio abruzzese. Nuovi inquinanti sono stati trovati nei fiumi Saline ed Alento, oltre a quelli già accertati in precedenza, per i quali i siti erano stati ricompresi nella perimetrazione del Ministero dell'Ambiente nel 2003 (Sito di Bonifica Nazionale “Saline-Alento”, Decreto Ministeriale 3 marzo 2003). Il WWF denuncia i gravissimi ritardi nell'espletamento delle procedure di bonifica e le inadempienze da parte delle amministrazioni locali e dei privati che non avrebbero ottemperato alle prescrizioni del Ministero dell'Ambiente. Sottolinea inoltre che tra le sostanze rilevate nei fiumi sono presenti anche le diossine, per le quali la stessa ARTA, ente preposto per i controlli, ha dichiarato di non avere strumentazione sufficiente per le opportune analisi.
Come per lo scandalo acqua in Val Pescara, gli enti si dimostrano non all'altezza del loro compito e le numerose domande e preoccupazioni dei cittadini rimangono ancora senza risposta.
In un altro comunicato infatti si dichiara la volontà di riaprire i pozzi di acqua potabile “Val Vomano” a Pineto, per sopperire ad una nuova “emergenza idrica” (in realtà l'ACA aveva promesso più volte, a mezzo stampa, che non si sarebbe mai più verificata una emergenza idrica come quella del 2007). Questi pozzi sono stati chiusi per inquinamento nel 2006 e nel 2008, e il WWF nel suo comunicato allega le delibere della Giunta Regionale relative a quelle chiusure. I pozzi infatti prendono acqua nel sub-alveo del fiume Vomano, sito pesantemente contaminato, come risulta dalle analisi della stessa ARTA.
Dichiara Dante Caserta, presidente regionale del WWF: “Se si tratta degli stessi pozzi Vomano inquinati è un’ipotesi del tutto sconcertante e l’ACA e tutti gli amministratori coinvolti dovrebbero spiegare chiaramente alla popolazione lo stato della situazione e quali sono le tecnologie che si vorrebbero usare per rendere potabili queste acque. Tra l’altro l’esperienza dei filtri usati a Castiglione a Casauria si è rivelata del tutto inefficiente. E’ passato un anno dalla crisi idrica del 2007 e dalla scoperta della presenza di cancerogeni nell’acqua distribuita in tutta la Val Pescara ed è incredibile che, nonostante una enorme disponibilità di acqua pro-capite in distribuzione, vi siano ancora situazioni di carenza. Vista la grande quantità di acqua già captata, che, se applicassimo gli standard delle società di gestione europee, basterebbe quasi per l’intero Abruzzo, non si capiscono i motivi reali delle crisi che si ripresentano puntualmente. In ogni caso è del tutto evidente che le fonti ufficialmente inquinate siano da scartare e, ovviamente, il WWF vigilerà affinché i cittadini sappiano veramente quale acqua bevono e da quali fonti.”
Il 3 luglio c'è stato a Chieti un incontro-dibattito del WWF su acqua e rifiuti, nel quale era presente anche Fabio De Massis, l'avvocato dell'associazione che sta raccogliendo le firme per la costituzione parte civile nel processo penale sullo scandalo dell'acqua potabile. Il WWF, nel suo comunicato relativo all'incontro, ha dichiarato: “La città di Chieti soffre da anni per le problematiche connesse alla distribuzione dell’acqua ed è stata colpita, come tutta la Val Pescara, dalla questione della presenza di sostanze cancerogene nell’acqua a causa dell’inquinamento dei pozzi S. Angelo, ora chiusi. Con l’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell’ordine del giorno per l’indagine epidemiologica, è necessaria la mobilitazione di tutti i cittadini affinché si accertino le conseguenze sulla salute di questo scandalo. Durante l’incontro saranno illustrati ai partecipanti i principali documenti ufficiali sull’argomento e sarà possibile approfondire le iniziative legali intraprese dall’associazione e aderire come singoli cittadini.”
Durante l'incontro si è ripercorsa “passo passo” la storia dello scandalo acqua, partendo dalle prime analisi, fatte da un privato cittadino, dalle quali sono scaturiti livelli spaventosi di inquinanti, poi confermati, purtroppo, dagli atti reperiti dal WWF nel corso delle indagini. L'area della Val Pescara a oggi risulta una delle aree più inquinate d'Europa, se non del mondo, ed è davvero spaventoso il silenzio delle autorità in merito a questa triste realtà. Il sito chimico di Bussi è attraversato dalla maggior parte delle acque abruzzesi, e il Tirino, in particolare, era utilizzato dalle industrie per la lavorazione. I pozzi S. Angelo sono a valle del sito chimico, e sono stati aperti e utilizzati dagli anni '80 in poi. Ci si chiede come mai gli enti preposti abbiano deciso di realizzare dei pozzi di captazione in un terreno a valle di un sito chimico, e come mai ci si è sempre limitato a fare analisi “di legge” solo sulle sostanze “tabellate”, invece che ricercare specificatamente le sostanze chimiche che venivano lavorate nelle industrie. Nel 2007 poi la scoperta delle discariche abusive ha “completato l'opera”, fornendo una lista di inquinanti dai nomi improponibili (che purtroppo però abbiamo imparato a conoscere). Di alcuni di essi non sappiamo ancora, ad oggi, la quantità effettiva che nostro malgrado abbiamo “bevuto”, in quanto le analisi stesse ne accertavano la presenza ma non la quantità. Questi inquinanti, inoltre, sono stati analizzati uno per uno ma separatamente, e non sappiamo neanche le possibili conseguenze del cosiddetto “effetto cocktail” sulla nostra salute.
Dalla stampa apprendiamo che finalmente hanno approvato, alla Regione, l'avvio dell'indagine epidemiologica, ma sarà una strada molto lunga da percorrere, e le associazioni “suggeriscono” strade alternative per venire finalmente a capo di questo gravissimo problema. Si richiedono infatti analisi sui livelli di inquinanti già presenti nei corpi dei cittadini, e sui prodotti agricoli della Val Pescara, ovviamente “annaffiati” dalle acque contaminate del fiume e delle falde della valle. Tali analisi hanno sì un costo per la collettività, ma a giudicare dagli stanziamenti della Regione in merito al altri “problemi”, questo costo potrebbe essere tranquillamente stanziato dagli enti. Il WWF infatti nel suo comunicato stampa dichiara: “Il Consiglio regionale pochi giorni fa ha stanziato ben 5 milioni di euro per ripianare i buchi degli Europei di Basket svoltisi a Chieti l’anno scorso: non era meglio rafforzare l’ARTA per il monitoraggio e la prevenzione dell’inquinamento e per la tutela della salute dei cittadini?”
Nelle delibere regionali riportate in copia nei comunicati stampa, inoltre, si fa riferimento non solo ai pozzi Vomano, argomento di uno dei comunicati, ma anche ai pozzi e al Potabilizzatore di San Martino a Chieti. La delibera è del 3 luglio 2006.

PARTE I - DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 03/07/2006 n° 734

GIUNTA REGIONALE
Omissis
LA GIUNTA REGIONALE
Omissis
Ad unanimità di voti espressi nelle forme di legge;
DELIBERA
1) di prorogare lo stato di emergenza idrica dichiarato con la delibera della Giunta Regionale n. 1122 dell’11.11.2005 sia a seguito dell’inquinamento delle acque emunte dall’ATO n. 4 Pescarese dal “campo pozzi di Colle S. Angelo” sito in agro del Comune di Castiglione a Casauria sia di quelle emunte dal “campo pozzi Vomano”, successivamente risultate non potabili”;
2) di autorizzare l’ATO n. 4 Pescarese, fino al 31.12.2006, fatta salva la preventiva acquisizione delle autorizzazioni sanitarie per l’utilizzazione dell’acqua ad uso potabile rilasciate dai Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione delle rispettive ASL, alla captazione di acqua nella misura massima di:
a) l/s 90 dal subalveo del fiume Pescara in località S. Martino del Comune di Chieti mediante n. 2 pozzi, la cui realizzazione è stata autorizzata con la D.G.R.A. n. 1122/05;
b) l/s 100 dalla sorgente Tirino II°, mediante n. 2 pozzi esistenti in località S. Rocco del Comune di Bussi sul Tirino;
c) l/s 90 dalla sorgente Tirino II°, mediante n. 2 pozzi sempre in località S. Rocco del Comune di Bussi sul Tirino, la cui realizzazione è stata autorizzata con la D.G.R.A. n. 1122/05;
d) l/s 400 dai potabilizzatori di San Martino di Chieti e Vomano di Montorio al Vomano, di cui l/s 200 per tutto il periodo di proroga e l/s 200 per tutto il periodo estivo;
3) di demandare alla Direzione Lavori Pubblici, Aree Urbane, Servizio Idrico Integrato, Manutenzione Programmata del Territorio – Gestione Integrata dei Bacini Idrografici – Protezione Civile – Attività di Relazione Politica con i Paesi del Mediterraneo, l’esecutività del presente provvedimento ed a ripartire, d’intesa con le ATO interessati, le portate da derivare dai potabilizzatori di “San Martino” di Chieti e “Vomano” di Montorio al Vomano;
- di notificare il presente provvedimento ai Comuni interessati dalle opere di captazione, all’ATO 4 Pescarese, all’ATO n. 5 Teramana, ai S.I.A.N. delle ASL territorialmente competenti e alla Direzione Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Alimentazione, Caccia e Pesca – Servizio Foreste e Demanio Civico ed Armentizio della Regione Abruzzo;
4) di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.

Sul blog del Meetup di Chieti sono riportati per intero i suddetti comunicati stampa, che invito a leggere con la dovuta attenzione. (http:\\meetupchieti.blogspot.com)
Il Meetup di Chieti, inoltre, ha più volte richiesto chiarimenti, a mezzo stampa, riguardo ai Pozzi e al Potabilizzatore di Chieti, non ricevendo dagli enti alcuna risposta.
Nei giorni scorsi ha inviato alla stampa l'ennesimo articolo riguardante l'acqua a Chieti, che purtroppo sta subendo, di nuovo, numerose interruzioni, rasentando anche questa estate l'emergenza dell'anno passato. Le nostre richieste, però, sono state ignorate.
Nell'incontro del 3 luglio si è anche parlato dei rifiuti, e della situazione della discarica Casoni a Chieti. E' intervenuto nel dibattito Andrea Iezzi, del Comitato “Il Bivio”, che ha invitato tutti i presenti a documentarsi sulla critica situazione che verte sulla discarica teatina. A Chieti si è anche istituito un gruppo tematico “Territorio e Ambiente”, che sta lavorando sui numerosi temi ambientali della città. Il WWF sta creando un suo gruppo locale, che seguirà le direttive regionali lavorando però sullo specifico della realtà teatina. I cittadini sono invitati ad informarsi e partecipare alle iniziative, per creare una rete alternativa di lavoro per la tutela della nostra salute e per la vivibilità della nostra città.
Solo cambiando le abitudini dei cittadini si possono ottenere i dovuti riscontri dagli amministratori, la partecipazione di tutti è importante e fondamentale per dare voce e peso a quei diritti che dovrebbero essere tutelati dai nostri rappresentanti, ma che purtroppo troppo spesso vengono messi in secondo piano rispetto agli interessi economici e politici. I cittadini devono riappropriarsi della propria coscienza civica, del proprio senso civile di responsabilità, e collaborare ed unirsi con le associazioni per ottenere una giusta considerazione da parte dei nostri amministratori.
Per quanto riguarda i rifiuti, per esempio, il cittadino deve essere sì “istruito” a fare una corretta raccolta differenziata, essendo questa l'unica vera soluzione al “problema rifiuti”, ma deve altresì collaborare alla buona riuscita delle sperimentazioni, aiutando anche l'amministrazione nel segnalare le “trasgressioni”.
Ognuno di noi ha la sua parte da fare. Insieme possiamo tentare di “cambiare le cose”.

giovedì 3 luglio 2008

Comunicato Stampa WWF del 3 luglio 2008

Acqua in provincia di Pescara: l’ACA vuole riaprire il campo pozzi Vomano. 
Sono gli stessi pozzi già dichiarati inquinati e non potabili dalla Regione Abruzzo?

Il WWF ha appena letto con assoluto sconcerto le dichiarazioni dell’ACA sulla situazione della distribuzione dell’acqua nella Val Pescara che prevedono, tra i punti programmatici per la risoluzione dei problemi idrici, la riapertura del Campo Pozzi “Vomano” a Pineto.

L’ACA omette di spiegare chiaramente se si tratta dello stesso Campo Pozzi Vomano di Pineto che è stato già chiuso per INQUINAMENTO, come si evince chiaramente dalle stesse delibere della Giunta Regionale qui allegate del 2006 e del 2008.

I pozzi chiusi a cui fa riferimento la Regione Abruzzo pescavano acqua nel sub-alveo del fiume Vomano e sono risultati inquinati da pericolosi composti organo-alogenati (in parte gli stessi del campo pozzi di Castiglione a Casauria) e nitrati. Tutta l’asta del Vomano, il fiume e le aree appena a monte del campo pozzi Vomano sono pesantemente contaminate, come si può rilevare dai dati dell’ARTA.

Dichiara Dante Caserta, presidente regionale “Se si tratta degli stessi pozzi Vomano inquinati è un’ipotesi del tutto sconcertante e l’ACA e tutti gli amministratori coinvolti dovrebbero spiegare chiaramente alla popolazione lo stato della situazione e quali sono le tecnologie che si vorrebbero usare per rendere potabili queste acque. Tra l’altro l’esperienza dei filtri usati a Castiglione a Casauria si è rivelato del tutto inefficiente. E’ passato un anno dalla crisi idrica del 2007 e dalla scoperta della presenza di cancerogeni nell’acqua distribuita in tutta la Val Pescara ed è incredibile che, nonostante una enorme disponibilità di acqua pro-capite in distribuzione, vi siano ancora situazioni di carenza. Vista la grande quantità di acqua già captata, che, se applicassimo gli standard delle società di gestione europee, basterebbe quasi per l’intero Abruzzo, non si capiscono i motivi reali delle crisi che si ripresentano puntualmente. In ogni caso è del tutto evidente che !
le fonti ufficialmente inquinate siano da scartare e, ovviamente, il WWF vigilerà affinché i cittadini sappiano veramente quale acqua bevono e da quali fonti.”


In allegato le due deliberazioni della Regione Abruzzo del 2006 e del 2008 tratte dal BURA regionale

INFO: 3683188739,







PARTE I - DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 03/07/2006 n° 734


GIUNTA REGIONALE
Omissis
LA GIUNTA REGIONALE
Omissis
Ad unanimità di voti espressi nelle forme di legge;
DELIBERA
1) di prorogare lo stato di emergenza idrica dichiarato con la delibera della Giunta Regionale n. 1122 dell’11.11.2005 sia a seguito dell’inquinamento delle acque emunte dall’ATO n. 4 Pescarese dal “campo pozzi di Colle S. Angelo” sito in agro del Comune di Castiglione a Casauria sia di quelle emunte dal “campo pozzi Vomano”, successivamente risultate non potabili”;
2) di autorizzare l’ATO n. 4 Pescarese, fino al 31.12.2006, fatta salva la preventiva acquisizione delle autorizzazioni sanitarie per l’utilizzazione dell’acqua ad uso potabile rilasciate dai Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione delle rispettive ASL, alla captazione di acqua nella misura massima di:
a) l/s 90 dal subalveo del fiume Pescara in località S. Martino del Comune di Chieti mediante n. 2 pozzi, la cui realizzazione è stata autorizzata con la D.G.R.A. n. 1122/05;
b) l/s 100 dalla sorgente Tirino II°, mediante n. 2 pozzi esistenti in località S. Rocco del Comune di Bussi sul Tirino;
c) l/s 90 dalla sorgente Tirino II°, mediante n. 2 pozzi sempre in località S. Rocco del Comune di Bussi sul Tirino, la cui realizzazione è stata autorizzata con la D.G.R.A. n. 1122/05;
d) l/s 400 dai potabilizzatori di San Martino di Chieti e Vomano di Montorio al Vomano, di cui l/s 200 per tutto il periodo di proroga e l/s 200 per tutto il periodo estivo;
3) di demandare alla Direzione Lavori Pubblici, Aree Urbane, Servizio Idrico Integrato, Manutenzione Programmata del Territorio – Gestione Integrata dei Bacini Idrografici – Protezione Civile – Attività di Relazione Politica con i Paesi del Mediterraneo, l’esecutività del presente provvedimento ed a ripartire, d’intesa con le ATO interessati, le portate da derivare dai potabilizzatori di “San Martino” di Chieti e “Vomano” di Montorio al Vomano;
- di notificare il presente provvedimento ai Comuni interessati dalle opere di captazione, all’ATO 4 Pescarese, all’ATO n. 5 Teramana, ai S.I.A.N. delle ASL territorialmente competenti e alla Direzione Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Alimentazione, Caccia e Pesca – Servizio Foreste e Demanio Civico ed Armentizio della Regione Abruzzo;
4) di pubblicare il presente provvedimento sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.



GIUNTA REGIONALE
Omissis
LA GIUNTA REGIONALE
Visto il D.Lgs 02.02.01, n. 31 e successive modifiche ed integrazioni D.Lgs n. 27/02;
Vista la D.G.R. n. 135/04 con oggetto “Acqua destinata al consuma umano (Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 modificato ed integrato con successivo Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n. 27). Linee guida per i controlli, criteri generali per programmi di controllo esterni e relativa competenza delle Aziende AUSL”;
Atteso che è stata riscontrata la presenza di inquinamento in alcuni pozzi (Campo Pozzi Sant’Angelo e Castiglione a Casauria, Campo Pozzi Vomano) e che emerge la necessità di avviare un Piano di monitoraggio e controllo analitico sull’intero territorio regionale come condiviso dagli stessi Responsabili dei SIAN delle AUSL di cui all’allegato verbale della riunione svoltasi il 19.09.07 presso la Direzione Sanità;
Vista la L. R. 77/99 e ss. mm. ed integrazioni;
Dato atto del parere favorevole espresso dal Direttore Regionale della Sanità in merito alla regolarità tecnico – amministrativo ed alla legittimità del presente provvedimento;
A voti unanimi espressi nelle forme di legge
DELIBERA
per le motivazioni espresse in narrativa, che si intendono integralmente trascritte ed approvate,
1. di approvare un piano specifico di monitoraggio e di controllo delle acque destinate al consumo umano per la durata di almeno un anno dalla pubblicazione del citato atto per la ricerca delle sostanze - carbonio tetracloruro, - esacloroetano, - 1,1,1,2 tetracloroetano, - 1,1,2,2 tetracloroetano, - cis 1,2 dicloroetilene, - esaclorobutadiene, - 1,1 dicloroetilene, - cloruro di vinile, - 1,2 dicloroetano, - 1,1 dicloroetano, - trans 1,2 dicloroetilene, - 1,2 dicloropropano, - 1,1,1 tricloroetano, - diclorometano e dei microrganismi, solventi, metalli per i quali non sono fissati valori di parametro negli allegati del D.Lgs. 31/01 (e successive modifiche ed integrazioni D.Lgs. 27/02);
2. di impegnare i Responsabili dei SIAN di effettuare i prelievi dell’acqua, nei punti scelti dagli stessi responsabili, con una periodicità di almeno una volta al mese salvo diversa motivata cadenza, per consegnarli all’ARTA – Dipartimenti Provinciali ed a postulare al Direttore del Dipartimento Provinciale l’accertamento sulle sostanze, microrganismi, solventi e metalli sub 1 e gli altri che lo stesso Responsabile SIAN riterrà necessario ricercare rispetto ai punti di prelievo, in rapporto alle dislocazioni di Ditte/Industrie anche sulla base di dati di natura ambientale disponibili presso la stessa ARTA;
3. di considerare il piano di monitoraggio e di controllo sub 1 attività aggiuntiva e non sostitutiva di quella prevista dal Programma di controllo esterno, secondo i criteri generali dettati dalla Giunta regionale con Deliberazione G.R. 135/04, dovuto da ciascuna AUSL nell’ambito degli adempimenti obbligatori previsti dall’art. 8 del D.Lgs. 31/01;
4. di impegnare e responsabilizzare l’ARTA ed i Dipartimenti Provinciali della stessa Agenzia per la ricerca analitica di quanto esplicitato al punto sub 1 sull’acqua ad uso potabile, il cui riscontro deve essere portato all’attenzione del Responsabile SIAN della AUSL competente o del comprensorio competente;
5. di impegnare le AUSL (SIAN) e l’ARTA di effettuare i controlli summenzionati anche nell’ambito dell’attività di monitoraggio di almeno 24 mesi previsto per le acque superficiali designate dalla Giunta Regionale per uso umano in corso di controllo ai fini della classificazione delle stesse ai sensi del D.Lgs. 152/06;
6. di richiamare la competenza dei SIAN delle AUSL secondo le prescrizioni della Deliberazione G.R. n. 135/04 che devono procedere mensilmente a trasmettere i risultati delle analisi alla Direzione Sanità - Servizio Prevenzione Collettiva - Ufficio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione i risultati delle analisi accompagnati dal giudizio di idoneità dell’acqua e nel caso in cui emerga l’avvenuto superamento dei valori limite relazionare tempestivamente al precitato Ufficio della Direzione Sanità sui provvedimenti proposti al Sindaco con relativo esito e su quelli adottati;
7. di pubblicare integralmente il presente atto sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.

Comunicato Stampa WWF 2 luglio 2008 (incontro pubblico acqua a Chieti)

COMUNICATO STAMPA DEL 2 LUGLIO 2008

Emergenze acqua e rifiuti: domani pomeriggio, giovedì 3 luglio, a Chieti incontro pubblico organizzato dal WWF
Nell’occasione i cittadini potranno partecipare alla raccolta di firme per l’adesione alle iniziative legali intraprese dal WWF sulla questione dell’acqua

Il WWF ha organizzato per domani pomeriggio a Chieti un incontro-dibattito su due dei temi ambientali più scottanti, quello dell’acqua e quello della gestione dei rifiuti.

La città di Chieti soffre da anni per le problematiche connesse alla distribuzione dell’acqua ed è stata colpita, come tutta la Val Pescara, dalla questione della presenza di sostanze cancerogene nell’acqua a causa dell’inquinamento dei pozzi S. Angelo, ora chiusi. Con l’approvazione da parte del Consiglio Regionale dell’ordine del giorno per l’indagine epidemiologica, è necessaria la mobilitazione di tutti i cittadini affinché si accertino le conseguenze sulla salute di questo scandalo. Durante l’incontro saranno illustrati ai partecipanti i principali documenti ufficiali sull’argomento e sarà possibile approfondire le iniziative legali intraprese dall’associazione e aderire come singoli cittadini.

Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, la città di Chieti, nel 2007 ha collezionato un limitato 13,45% di raccolta differenziata, percentuale lontanissima dagli obiettivi di legge. Inoltre ha sul suo territorio la Discarica di Casoni, su cui esiste un dibattito acceso sul suo futuro.
Per questo il WWF vuole illustrare ai cittadini le necessarie azioni da intraprendere per aiutare a risolvere il problema dei rifiuti, sia con la partecipazione alle iniziative pubbliche sia attraverso uno stile di vita attento a questo argomento.

Per questa ragione il WWF invita i cittadini di Chieti interessati ad attivarsi per l’ambiente a questo incontro pubblico previsto per domani, giovedì 3 luglio alle ore 18:00 presso 'Auditorium del Museo di Storia e Scienze Biomediche di Chieti (ingresso via della Liberazione).



INFO: 3683188739

Comunicato Stampa del WWF 2 luglio 2008

Diossina e altri inquinanti nei fiumi Saline e Alento in Abruzzo.
Il WWF: territorio regionale alle mercè degli inquinatori,
totale la disattenzione degli amministratori.

Il WWF interviene sulle drammatiche notizie sullo stato ambientale del Sito nazionale per le Bonifiche del Saline-Alento, con la scoperta di numerosi inquinanti pericolosissimi per la salute umana e per l’ambiente tra cui la diossina.

Il Ministero dell’Ambiente, con Decreto Ministeriale 3 marzo 2003, ha identificato e perimetrato, su proposta della Regione Abruzzo, il Sito di Bonifiche Nazionale denominato “Saline-Alento” che comprende i corsi fluviali del Saline, in provincia di Pescara, e Alento, in provincia di Chieti. Con tale Decreto il Ministero ha inserito l’area tra quelle a rilevanza nazionale (con Priolo, Manfredonia, Marghera per intendersi, i siti riconosciuti sono 56) per il potenziale rischio di inquinamento, riconoscendo la gravissima situazione di pericolo ambientale del sito derivante dalla presenza accertata negli anni di numerosi scarichi abusivi e di discariche dismesse e mai bonificate, tra cui quella degli Rifiuti Solidi Urbani di Montesilvano.

Il WWF ha partecipato ad alcune delle conferenze di servizio promosse fin dal 2005 dal Ministero dell’Ambiente sul sito, al fine di provvedere a tutte le attività previste per la messa in sicurezza di emergenza dell’area, per la caratterizzazione necessaria ad identificare le tipologie di inquinanti e le matrici interessate (suolo, acqua superficiale, falde) e per la definitiva bonifica del sito.

In questi anni, come si evince chiaramente dai verbali delle Conferenze di Servizio, vi sono stati gravissimi ritardi nell’espletamento delle procedure previste dalla Legge 152/2006 (ex 471/99). Lo stesso Ministero dell’Ambiente ha dovuto stigmatizzare le numerosissime inadempienze e omissioni nelle procedure seguite dagli enti locali e dai privati reiterando le prescrizioni.

Più recentemente, nell’ultima conferenza di servizi svoltasi il 16 marzo 2008 presso il Ministero dell’Ambiente, conferenza a cui il WWF ha partecipato, sono emersi i seguenti fatti:
a)PIANA DEL SALINE: le analisi effettuate dall’ARTA nella piana del Saline hanno portato ad accertare la presenza di rifiuti interrati in 40 aree di saggio su 72 e numerosi superamenti dei limiti di legge in diverse matrici ambientali e per diverse sostanze (ad esempio, nelle acque sotterranee del Saline, superamenti per Solfati, Manganese, Nichel, Benzo(a)pirene, benzo(b)fluorantene, Sommatoria IPA, Triclorometano, Tetracloroetilene) nonché un inquinamento di tipo microbiologico derivante da scarichi non depurati;
b)PIANA DELL’ALENTO: la situazione sembrava meno compromessa rispetto al Saline anche se vi erano superamenti dei limiti di legge per il Manganese e inquinamento microbiologico;
c)L’EX DISCARICA DI MONTESILVANO: le reiterate richieste del ministero dell’Ambiente circa la messa in sicurezza d’emergenza della Discarica di Montesilvano erano rimaste del tutto inevase;
d)LE INADEMPIENZE: permanevano, secondo il Ministero, numerosissime inadempienze sia da parte delle amministrazioni locali sia da parte dei privati, alcuni dei quali non avrebbero ottemperato alle prescrizioni del Ministero dell’Ambiente (un lungo elenco di ditte è stato fornito durante la conferenza dei servizi).

Il quell’occasione il rappresentante del WWF, rilevando la gravità dei fatti, aveva invitato il Ministero dell’Ambiente a procedere all’invio del verbale alla Procura della Repubblica e la Regione Abruzzo a pubblicare sul suo sito tutti i materiali necessari alla divulgazione dei dati per l’informazione dei cittadini.

Ora arriva la drammatica notizia della presenza di diossina e Policlorobifenili oltre i limiti di legge nei sedimenti del sito. Per la diossina in particolare, data la rilevanza dell’allarme, è bene aspettare i risultati delle controanalisi. In ogni caso la situazione ambientale dei due corsi d’acqua e in particolare del Saline è molto critica. Il WWF chiede agli amministratori regionali e locali risposte immediate e all’altezza della situazione sulla questione della caratterizzazione e dell’impatto sulla salute di questa situazione di inquinamento ambientale.

La totale disattenzione per il territorio e per la prevenzione dell’inquinamento da parte degli amministratori oggi si paga duramente. Basta pensare che ancora oggi l’ARTA regionale non è dotata della strumentazione per rilevare le diossine e si deve rivolgere all’esterno. Il Consiglio regionale pochi giorni fa ha stanziato ben 5 milioni di euro per ripianare i buchi degli Europei di Basket svoltisi a Chieti l’anno scorso: non era meglio rafforzare l’ARTA per il monitoraggio e la prevenzione dell’inquinamento e per la tutela della salute dei cittadini?

INFO: 3683188739, disponibili su richiesta alcune fotografie del sito raccolte ad aprile 2008 dagli attivisti del WWF

mercoledì 2 luglio 2008

Consiglio Comunale di Chieti 30 giugno 2008

Un articolo su “Il centro” del 30 giugno titolava: “Il centro oli approda in consiglio”; in realtà sono ben due volte che l'interrogazione sul centro oli appare nell'ordine del giorno del Consiglio Comunale di Chieti, ma viene però puntualmente saltata o rimandata ad altra data. La prima volta, il 17 giugno, perchè mancavano i consiglieri che avevano presentato l'interrogazione, e questa volta perchè dopo la pausa-buffet delle 14, in occasione del matrimonio di uno degli assessori, alla ripresa del Consiglio è mancato il numero legale. Sui 13 punti della convocazione ben 6 sono saltati, per varie motivazioni. Nell'aula e nei locali adiacenti il solito chiasso e il solito fumo passivo, conditi da una accesa discussione con i Vigili Urbani presenti, i quali sostenevano di non avere titolo per intervenire se non chiamati dal Presidente del Consiglio Comunale. Il Presidente è seduto in fondo alla sala, dalla parte opposta a quella riservata agli “spettatori”, e mi chiedo come possa controllare le stanze attigue se deve necessariamente essere seduto al proprio posto per presiedere il consiglio. In effetti il Presidente stesso è stato attento a richiamarmi perchè stavo facendo una fotografia alla sala, e mi chiedo come mai, se il Consiglio Comunale è aperto al pubblico (il Regolamento Comunale, all'art. 46, recita: “Le sedute del Consiglio sono pubbliche. La pubblicità è garantita anche con l'ausilio di strumenti audiovisivi, secondo le modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza) non sia possibile documentare fotograficamente ciò a cui si assiste. Con l'aiuto di un consigliere mi sono recata quindi in un ufficio interno per chiedere spiegazioni in merito, ma ho ottenuto risposte molto contraddittorie. Lì infatti sostenevano che l'impiego di fotocamere o telecamere è permesso a tutti, ma il Presidente e il Regolamento, in un altro punto, sostengono il contrario: “Le emittenti radiofoniche o televisive accreditate che intendono effettuare trasmissioni in diretta o registrazioni dei lavori del Consiglio comunale devono darne preventiva comunicazione alla Presidenza del Consiglio”. A questo punto la mia domanda: se un cittadino, e non un giornalista, vuole assistere al Consiglio Comunale della propria città e riportare ciò che ha visto e sentito ad altri cittadini, e corredare il suo “racconto” con le “prove” fotografiche di ciò a cui ha assistito, come deve fare? Come e a chi formulare questa richiesta? Questa è una risposta che purtroppo non sono riuscita ad avere, nonostante abbia espresso questo quesito anche all'interno dell'Ufficio preposto. La discussione con i Vigili Urbani invece è scaturita dal fatto che a causa del chiasso nei corridoi diventa troppo spesso impossibile seguire la discussione dall'area riservata agli spettatori, purtroppo molto ristretta ed adiacente ad una saletta-corridoio molto frequentata, con le macchinette per le bevande, l'accesso alle toilette, una scrivania con un telefono che spesso squilla ed un notevole via vai di persone. Da lì c'è anche l'accesso al corridoio dell'aula consiliare, vietato al pubblico, nel quale il passeggio dei fumatori con la sigaretta accesa è diventato una costante. Chi deve controllare in questi locali? I Vigili pare di no, a quanto essi stessi sostengono. Il Presidente deve fare il suo lavoro e non può certo avere occhi anche nelle stanze adiacenti, la referente indicata nel cartello del divieto di fumo è anch'ella impegnata all'interno del Consiglio, e allora chi deve vigilare? Forse dovrebbero essere gli stessi consiglieri ed utenti che dovrebbero autocontrollarsi, ma purtroppo non lo fanno...
Faccio parte del Meetup di Chieti, e nel nostro gruppo ci siamo assunti l'impegno di assistere, a turno, ai Consigli Comunali per poi “raccontare” agli altri membri, ed eventualmente alla stampa, ciò che vediamo e sentiamo da “semplici cittadini”. Questo compito, date le circostanze, è davvero molto arduo. Impossibilitati a documentare fotograficamente anche le “trasgressioni” al divieto di fumo, per esempio, o a fotografare, secondo le nostre descrizioni, l'aula immancabilmente semideserta durante i singoli interventi dei consiglieri, ci vediamo costretti a fare le nostre domande attraverso la stampa, sperando che ad una maggiore diffusione di questa squallida realtà si accompagni una sensibilizzazione del problema da parte degli organi preposti. Il Consiglio Comunale, infatti è e dovrebbe essere il diritto referente del cittadino, e la sua trasparenza un dovere fondamentale dell'amministrazione.
Il Meetup di Chieti si chiede infatti da tempo come mai il Consiglio non si sia applicato più approfonditamente del problema dell'acqua potabile, come mai non abbia richiesto un consiglio straordinario in merito, come mai ci ritroviamo a luglio 2008 con, di nuovo, le interruzioni idriche
nella città e i probabili aumenti delle bollette, con le indagini epidemiologiche non ancora avviate, con le condutture colabrodo che troppo spesso subiscono rotture improvvise, e con i temi ambientali, come per es. il centro oli su menzionato, sempre in fondo alle discussioni o addirittura non discussi affatto. A Chieti c'è il problema del traffico, dei parcheggi, delle antenne, dell'amianto, quindi del conseguente inquinamento dell'aria e dell'acqua... Cosa fa il Comune di Chieti? Come fanno i cittadini di Chieti ad avere le loro risposte??
Il Meetup in questi giorni ha espresso numerose domande. Ora vogliamo le risposte.
01/07/2008
M.M.

Acqua, ancora problemi


Dal quotidiano on-line PrimaDaNoi.it si apprende che la mozione presentata da Liberato Aceto per richiedere l'indagine epidemiologica relativa all'acqua inquinata deve ancora essere discussa nel Consiglio Regionale. La discussione, infatti, nelle precedenti sedute è stata rimandata, e si spera che questa volta questo non succeda ancora. Nello stesso articolo si parla anche della delocalizzazione delle antenne da San Silvestro a Bussi, e delle proteste di cittadini e associazioni. L'articolo infatti recita: «Tra rifiuti tossici e nocivi interrati, acqua potabile contaminata, aria irrespirabile, incendi, elevate dosi di inquinamento elettromagnetico delle attuali antenne di Pietra Corniale – e senza più nemmeno la garanzia di un reddito per centinaia di famiglie – Bussi ha già pagato un prezzo altissimo in termini di ambiente e di salute».
Aceto chiederà anche quali iniziative la giunta voglia intraprendere in merito all'azione di bonifica della discarica abusiva di Bussi, e specificazioni sui finanziamenti per la necessaria bonifica completa del sito.
Speriamo che questa volta si arrivi finalmente a proporre soluzioni concrete al problema, e che si riescano a dare le giuste risposte ai cittadini che loro malgrado hanno bevuto quell'acqua avvelenata.
PrimaDaNoi.it ha anche realizzato un libro sullo scandalo dell'acqua, acquistabile on-line, che invito tutti ad andare a comprare. “Una vicenda che riteniamo debba essere conosciuta da ogni abruzzese ma che per la sua complessità e vastità (anche in senso temporale) probabilmente si è persa nel ritmo frenetico e spesso superficiale della cronaca quotidiana. Abbiamo pensato che fosse utile riassumere e ripercorrere fatti e dichiarazioni e poterle leggere di seguito con un unico filo conduttore che potesse offrire una panoramica generale sullo scandalo più grosso d’Abruzzo. Questo libro è dunque un nostro immenso sforzo editoriale ed il nostro ennesimo contributo alla conoscenza e all’informazione che riteniamo essere il bene fondamentale per poter migliorare la nostra vita quotidiana”.
Grazie infinite a PrimaDaNoi per l'eccellente lavoro svolto. (www.primadanoi.it)
A Chieti, in questi giorni, è tornata l'“emergenza idrica”. Di nuovo rubinetti a secco in numerose parti della città, anche con interruzioni improvvise. L'azienda acquedottistica ci aveva assicurato più volte che non si sarebbe più presentato il “problema acqua”, ma purtroppo non è stato così. Per fortuna apprendiamo dalla stampa che presto il servizio tornerà nelle mani dirette del Comune, attraverso la Teateservizi, e speriamo davvero che questo serva a risolvere finalmente gli innumerevoli problemi relativi alla fornitura, ma soprattutto alla qualità dell'acqua. Speriamo che con il “passaggio” ci sia finalmente quella trasparenza necessaria sulle analisi qualitative di ciò che andiamo a bere, e che finalmente chiunque possa accedere facilmente quantomeno alle analisi ai rubinetti. Il balletto delle analisi è stato infatti il primo fattore di disaccordo tra le autorità in merito allo scandalo dell'acqua, ma, da semplice utente, posso solo affermare che mentre le analisi citate nei numerosi comunicati del WWF e delle altre associazioni sono state ampiamente pubblicate e messe a disposizione di tutti, le analisi dell'ACA mancano ancora all'appello, nonostante lo stesso presidente Catena abbia sostenuto che erano accessibili a tutti dal proprio sito di riferimento. Questo a tutt'oggi non è vero, come non è stato vero, purtroppo, anche in passato. A oggi noi “poveri cittadini” non sappiamo la qualità dell'acqua che sgorgava dai nostri rubinetti (quando c'era!!) e quella che stiamo bevendo tutt'ora. Dobbiamo solo “fidarci” di quello che ci dicono, ma è anche vero che l'ACA ha sempre sostenuto che l'acqua è stata sempre potabile, mentre ci sono stati ben 33 avvisi di garanzia relativi all'indagine sull'inquinamento dell'acqua potabile, e alla fine dei conti, i pozzi incriminati sono stati effettivamente chiusi per inquinamento.
A Chieti abbiamo anche il problema del Potabilizzatore e dei pozzi di San Martino, per i quali il Meetup di Chieti aveva chiesto specificatamente informazioni al Comune. A tutt'oggi anche su questo argomento non abbiamo risposte, e non sappiamo con certezza se quei pozzi sono ancora utilizzati e quali sono le analisi relative ad essi. L'ACA inoltre sostiene da mesi che il pozzo realizzato in località San Rocco a Bussi risolverà tutti i “nostri” problemi, ma ogni giorno leggiamo che si devono aspettare le analisi, che si devono aspettare i permessi, che si deve ancora realizzare
la nuova conduttura, che ci sono stati “eventi improvvisi”, ma cosa e quanto dobbiamo ancora aspettare per bere acqua buona? E dove sono, ancora, le analisi del nuovo pozzo? Possiamo vederle? Non perchè non ci fidiamo.... ma per una giusta informazione!
Il cittadino non sa di chi è la “colpa” o la “responsabilità”, il cittadino è solo “vittima”. Il cittadino sa solo che senz'acqua non può bere e non può lavarsi, e con il caldo di questi giorni sicuramente questa è l'ennesima “emergenza”. Il cittadino è anche arrabbiato quando legge dalla stampa che per le bollette dell'anno 2006 sono previsti aumenti del 75% sulle bollette dell'acqua, per un servizio che è stato scarso e non sicuro, dato che i primi dati sull'inquinamento delle acque pare che risalgano al 2004. Ci vuole davvero notevole “faccia tosta” per aumentare le bollette nonostante gli innumerevoli disservizi, nonostante abbiano la scusa che i “disservizi” sono in realtà avvenuti “solo” nel 2007. I cittadini sono stanchi, si ammalano di malattie impronunciabili e non sanno ancora perchè, visto che in mancanza di indagini epidemiologiche le malattie non sono riconducibili alla diretta conseguenza dell'acqua avvelenata. Le associazioni hanno più volte “suggerito” ulteriori analisi da fare, come quella sui livelli di inquinanti presenti nei corpi dei cittadini e dei prodotti agricoli della Val Pescara, ma verranno mai realizzate? Di cosa hanno paura, che sappiamo finalmente da cosa è provocato il nostro cancro?
Vogliamo risposte e giustizia, non più chiacchiere inutili.
01/07/2008
M.M.

martedì 1 luglio 2008

Dal WWF, massima diffusione.

Cari Amici,
il WWF organizza per GIOVEDI' 3 LUGLIO 2008 alle ore 18.00 un incontro presso l'AUDITORIUM (ingresso via della Liberazione) del Museo di Storia delle Scienze Biomediche di Chieti sul tema "Acqua e Rifiuti, quali prospettive?"
Durante l'incontro i cittadini saranno informati delle azioni legali attivate dall'associazione per i gravi fatti dell'acqua contaminata distribuita dall'ACA S.p.a. e potranno aderire, senza oneri, alle iniziative promosse.
L'incontro sarà, inoltre, l'occasione per presentare il nuovo WWF Chieti e la sua coordinatrice Nicoletta Di Francesco.
Con preghiera di darne ampia diffusione.
Saluti a tutti.

Pino Furia
Segreteria Regionale
WWF Abruzzo

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