lunedì 10 novembre 2008

Consiglio Comunale straordinario sull'acqua. Chieti 10 novembre 2008


Consiglio comunale in seduta straordinaria tutto dedicato all'acqua. Deciso all'improvviso, senza un ordine del giorno prefissato, con tema unico la situazione dell'acqua a Chieti.
Il consiglio ha avuto molte difficoltà ad essere impostato, mancando quegli strumenti di solito usati per le sedute ordinarie. Dopo alcuni battibecchi si è deciso di fare “al volo” un ordine del giorno, e di procedere come da regolamento.
L'area degli spettatori era insolitamente piena, e un cittadino ha cercato anche di prendere la parola, alzando un po' la voce contro l'amministrazione tutta, che “non dà la possibilità ai cittadini di sapere con certezza cosa beviamo, quando l'acqua c'è...” Il cittadino è stato prontamente messo a tacere, perchè purtroppo nei consigli comunali i liberi cittadini non possono “avere voce”.
La tensione si poteva quasi toccare. Un altro cittadino si è sfogato con noialtri descrivendo la situazione che vive ogni giorno, con le continue interruzioni che ci sono allo scalo. Interruzioni improvvise, a tutte le ore, che rendono impossibile anche un approvvigionamento di fortuna, oltre che il normale uso quotidiano. “L'acqua va via negli orari più impensati, e quando c'è spessissimo è insufficiente. Senza pressione è impossibile lavarsi, perchè le caldaie non funzionano, e ormai da anni abbiamo le interruzioni notturne”. Lo stesso ha cercato di farsi dare il permesso di parlare, ma gli è stato negato.
Il Sindaco ha spiegato di aver fatto la “scelta politica” di non partecipare alla recente assemblea dell'ACA, perchè il nostro comune è in contrasto con le decisioni che la società ha intrapreso. Nel dibattito scaturito successivamente questo è stato contestato da molti consiglieri, perchè secondo loro il Sindaco avrebbe dovuto, proprio perchè in contrasto, partecipare e “farsi sentire” votando negativamente alle decisioni dell'ACA.
E' stato tirato in ballo l'ormai famoso Potabilizzatore di San Martino, si è parlato delle reti idriche colabrodo, degli sprechi di denaro e di risorse, del vecchio acquedotto di Chieti, e anche, grazie al Consigliere Di Gregorio, della recente legge che addirittura impone ai comuni di privatizzare l'acqua entro il 2010 (Legge Tremonti n. 133 del 6 agosto 2008).
Non sono mancati i soliti commenti degli schieramenti politici, “la colpa è della destra”, “la colpa è della sinistra”, e a tal proposito voglio sottolineare l'ultimo intervento, prima che cadesse, come al solito, il numero legale, ad ora di pranzo. Il Consigliere Supino ha infatti ribadito il concetto che è sciocco discutere tra maggioranza e opposizione perchè, come sostenuto anche da altri consiglieri nel corso della seduta, l'acqua non ha colore, e non deve avere nemmeno colori di partito. “Tutti devono farsi carico di questo problema, maggioranza e minoranza, e tutti insieme. Collaborando si devono trovare le soluzioni e non chiacchierarci addosso. Tutti noi consiglieri siamo responsabili di quello che facciamo qui dentro, e non è concepibile che sprechiamo il nostro tempo per inutili battibecchi di partito. Siamo qui per trovare le soluzioni, quelle che possiamo attuare subito.”
Supino, come Di Gregorio precedentemente, e come tanti altri consiglieri, ha ribadito il concetto che una maggiore informazione verso i cittadini è fondamentale. Di Gregorio ha proposto, dopo l'affermazione del Sindaco che le analisi dell'acqua sono facilmente reperibili sul sito dell'Arta (prima dicevano che erano sul sito dell'ACA, ora sul sito dell'Arta... ma dove saranno veramente?), che non sarebbe molto difficile “copiarle” anche nel sito comunale, per metterle più facilmente a disposizione dei cittadini.
“Le cose le dobbiamo dire ai cittadini!” ribadisce a gran voce Supino.
Ma dopo pochi minuti il consiglio cade, e restano solo le “chiacchiere”...
Nulla di fatto, quindi.
A nulla sono valse le parole di rassicurazione del Sindaco a proposito della qualità della nostra acqua, a nulla il racconto a ritroso degli avvenimenti di Bussi e delle vicende legate al procedimento della magistratura. Molti consiglieri di minoranza hanno infatti sostenuto a gran voce che è stato inutile deliberare di costituirsi parte civile quando il procedimento penale non è praticamente ancora iniziato ufficialmente, ed inutili sono le “scuse del poi”.
“L'amministrazione ha sbagliato”, dicono, “perchè i dirigenti ACA sono dello stesso vostro schieramento e voi siete responsabili come loro”.
Le reciproche accuse non sono quindi mancate, e hanno caratterizzato gran parte del consiglio stesso.
Il Sindaco ha sostenuto che le “decisioni scellerate” riguardanti il Potabilizzatore di San Martino sono antecedenti a questa giunta, ma l'opposizione non ha smesso di accusare la sinistra.
Da ogni schieramento si è evidenziata la necessità di rifare in toto le reti idriche, anche se qualcuno ha detto che sarebbe meglio concentrarsi sui serbatoi e sulla tratta che precedentemente riforniva la città di Chieti, ormai dismessa da anni.
Un consigliere dice “io l'acqua di rubinetto non la bevo”, un altro dice “io bevo sempre acqua di rubinetto”...
“L'acqua esce sporca quando torna dopo le interruzioni, ed è per queste ultime che si creano le innumerevoli perdite di questi giorni” “Sono 30 anni che non si mette mano seriamente alle reti cittadine”, “In città si creano rotture sempre negli stessi posti”.
Si è evidenziata anche la necessità di convocare un altro consiglio invitando gli enti coinvolti e responsabili, per evitare un inutile dispendio di parole, senza avere gli opportuni interlocutori.
Si parla di Catena, riconfermato di recente ai vertici dell'ACA. “Catena non è del centrosinistra”? Controbatte l'opposizione. “Quindi siete anche voi tutti responsabili!”
Il consiglio comunale era stato richiesto dal consigliere Bucci, sempre attento su questo argomento.
Purtroppo non ha avuto molta concretezza, è stato solo un “esercizio oratorio”, così come l'ha definito un altro consigliere.
Destra e sinistra continuano il rimbalzo di responsabilità, i consiglieri accusano il consiglio stesso di essere negligente, tutti parlano dello stesso argomento senza addivenire ad una soluzione pratica e concreta. Il Consiglio Comunale non sembra in grado di risolvere i problemi. Sono troppo occupati a “discutere” tra loro.
Ovviamente non sono mancati i “classici” telefonini, giornali, viavai e vociare, e le immancabili sigarette. E' stata dura rimanere fino alla fine della seduta, ma ce l'ho fatta.
Non so quanto pagherò in salute per questo, ma sono rimasta.
Volevo ascoltare quello che avrebbero detto su un argomento così importante, e sono rimasta sinceramente delusa. Come al solito, salvo rari casi di alcuni consiglieri veramente attenti al proprio lavoro, per la maggior parte del tempo l'aula era semivuota, nessuno ascoltava, nessuno cercava di ricondurre i consiglieri “sulla retta via”.
Le solite persone fumavano nei corridoi e nell'antibagno, e c'era la solita “aria pesante” che ormai contraddistingue tutte le sedute.
Ho avuto la riconferma che la legge contro il fumo è totalmente ignorata nel Comune di Chieti.
Tutti fumano liberamente, con l'unica accortezza di cercare di non farlo “allo scoperto”. Ogni tanto qualcuno fa capolino dietro la porta della sala ma... pazienza...
In una seduta precedente a questa c'è stato un consigliere che, forse sovrappensiero, si è acceso il sigaro direttamente all'interno della sala consiliare, sotto gli occhi di tutti, che o non hanno visto, o hanno fatto finta di non vedere.
Ho avuto occasione, sporadicamente, di accedere agli uffici, ed anche lì la sigaretta è un classico.
I non fumatori si arrangino.
Ho scritto al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, ma niente.
Nel Comune di Chieti si può fumare.
Le leggi non contano.

venerdì 7 novembre 2008

Comunicato stampa del Comune e riflessioni elettorali...



Il Capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista al Comune di Chieti , Riccardo Di Gregorio , Presidente della Vª Commissione Cultura ha rilasciato la seguente dichiarazione.

« La politica dell’immagine dà una brutta immagine della politica!

Affrettandosi ad affiggere il proprio manifesto, un ben individuato candidato ha pensato bene di forare senza scrupolo, la facciata esterna del Palazzo Barbella di Chieti, ubicato in Largo Barbella, struttura sottoposta a vincolo da parte della Soprintenza ai Beni Culturali.
La sorpresa non è stata tanto quella di ritrovarsi l’immagine di Lello Tenaglia far capolino sulla facciata esterna dello storico edificio ma , piuttosto , quella di non capire come sia stato possibile che un simile scempio avvenisse nell’indifferenza di tutti.
Ricordo al suddetto candidato che sono già pronti gli spazi elettorali e seppure mancano ancora le comunicazioni ufficiali circa le assegnazioni da parte dell’Ufficio Elettorale del Comune, il limite sarebbe dovuto essere o la decenza o in alternativa il buon senso.
Allora mi domando: è più grave affiggere illegalmente su spazi elettorali non ancora assegnati ufficialmente o deturpare impunemente un edificio sottoposto a vincolo?
Questa mia nota vuole rendere pubblico il malcostume di alcuni, sempre i soliti, che a scapito del bene comune hanno la faccia tosta di candidarsi, ironia della sorte, proprio perché vorrebbero tutelare gli interessi di tutti.»

Approfitto di questo comunicato stampa per fare alcune riflessioni sulla campagna elettorale.
In questi giorni ho potuto notare la “corsa affannosa” allo “spot” e la frenetica ricerca di consensi dai futuri elettori. E' logico che i candidati debbano “sponsorizzarsi”, ma non è logico che lo facciano soltanto per uno scopo puramente elettorale. Sembra che alcuni vadano alla ricerca dell'argomento scottante del giorno per aumentare i propri consensi, e troppo spesso si fanno battaglie politiche, sfruttando le situazioni contingenti, senza credere davvero ai concreti contenuti di dette battaglie. Mi riferisco in particolare alle questioni ambientali, al problema dell'acqua, al Centro Oli, che stanno “entrando” a tutti gli effetti nella campagna elettorale.
Mi rivolgo pertanto ai candidati, specialmente a coloro che si sono accostati a questi problemi soltanto in questa occasione, lasciando però fuori quei rari casi di politici che si sono sempre battuti per cercare di risolvere queste emergenze.
L' “associazione delle associazioni” ambientaliste, EmergenzAmbiente Abruzzo, sta promuovendo una campagna elettorale “alternativa” che ha come candidati proprio queste emergenze ambientali. «Per "eleggerli" per le associazioni è importante che i cittadini si informino e si attivino a partire dalle proprie realtà locali, per monitorare il territorio, controllare l'operato degli amministratori eletti, valutare e proporre soluzioni alternative concrete.» Anche i candidati sono cittadini, e sono invitati ad esporre chiaramente cosa faranno, per questi problemi, una volta eletti, ma soprattutto sono inviati a non fare le solite “promesse elettorali” senza poi concretizzarle nei fatti.
L'Abruzzo vive una grave situazione di emergenza sotto molti aspetti e queste elezioni sono un traguardo importante e devono essere una speranza per un futuro migliore.


giovedì 6 novembre 2008

Comunicato stampa EmergenzAmbienteAbruzzo


COMUNICATO STAMPA DEL 6 NOVEMBRE 2008

Elezioni regionali Abruzzo: candidati “Il Ghiacciaio del Calderone” (Presidente) e 24 altri temi ambientali per il Consiglio.

Associazioni ambientaliste, movimenti e comitati presentano “L'Altra Campagna”: soluzioni ai problemi e non nomi.
Affissioni negli spazi elettorali e sito internet dedicato come una vera campagna elettorale per richiedere attenzione e partecipazione ai cittadini sulle questioni ambientali.

“Vota la nostra acqua”, “Vota la nostra Terra”, “Vota il nostro mare” e “Vota la nostra Aria”: per le elezioni regionali in Abruzzo le associazioni ambientaliste, i movimenti e i comitati locali riuniti nella Rete EmergenzAmbiente Abruzzo lanciano l'Altra Campagna e propongono Il Ghiacciaio del Calderone come “Candidato Presidente”. Altri 24 temi concreti che riguardano l'ambiente, la salute dei cittadini e in generale la qualità della vita sono i candidati consiglieri. Le associazioni hanno deciso di non presentare il listino.

Il Ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso è l'emblema di quello che sta accadendo nella nostra regione: un patrimonio di tutti sta svanendo rapidamente a causa dei cambiamenti climatici innescati dall'inquinamento. Fatto di acqua, scomparirà a breve. È il simbolo dei Beni Comuni, delle risorse e della nostra stessa qualità della vita che l'Abruzzo rischia di perdere irrimediabilmente se non si agisce in fretta. Nella sua prossima scomparsa è evidente la responsabilità delle nostre azioni, di ciò che si fa all'ambiente in cui si vive. Per la Rete EmergenzAmbiente Abruzzo, rete che nel marzo scorso ha portato in piazza 6000 persone per la tutela dell'ambiente in Abruzzo, è il simbolo giusto dell'Altra Campagna.

I 4 slogan principali “Vota la nostra acqua”, “Vota la nostra Terra”, “Vota il nostro mare” e “Vota la nostra Aria” campeggiano sui manifesti che saranno in questi giorni affissi in decine di comuni negli spazi elettorali richiesti dalle associazioni sfruttando un'opportunità data dalla legge. Grazie al numero di associazioni che hanno partecipato, gli spazi elettorali concessi sono uguali a quelli delle grandi coalizioni di partiti. In ogni manifesto campeggia l'appello ai cittadini “Non Lasciamoli fare da Soli” che è anche il nome del sito dell'Altra Campagna già online www.nonlasciamolifare.org da cui sarà possibile scaricare i principali dossier che riguardano i temi ambientali. Tutto ciò per significare l'importanza della partecipazione e dell'impegno nelle campagne di difesa del territorio anche dopo le elezioni.

Tra i Candidati consiglieri troviamo il Parco della Costa Teatina, i Fiumi Saline e Alento, il Pescara ed il Vomano, la deriva petrolifera, l'acqua potabile e il risparmio idrico, la moratoria sulle cave e la raccolta differenziata. Per "eleggerli" per le associazioni è importante che i cittadini si informino e si attivino a partire dalle proprie realtà locali, per monitorare il territorio, controllare l'operato degli amministratori eletti, valutare e proporre soluzioni alternative concrete.

I principali indicatori ambientali della Regione segnano il rosso intenso: il 50% dell'acqua immessa e sottratta alle sorgenti viene persa in reti idriche colabrodo che non vengono riparate; il 90% della costa è stata cementificata; il 35% del territorio regionale è sottoposto a concessioni per sfruttamento di idrocarburi; circa 500 sono i siti inquinati nella regione che bisogna bonificare; il 57% dei fiumi abruzzesi non rientra negli obiettivi di qualità dell'Unione Europea; le emissioni di inquinanti nelle città è fuori controllo e la qualità dell'aria scadente in molti centri urbani; la raccolta differenziata è ferma a meno del 20%.

Tramite il sito i cittadini che si vogliono impegnare per queste campagne potranno lasciare il proprio nominativo e dare il proprio contributo di partecipazione alla Rete EmergenzAmbiente Abruzzo. Alla crisi abruzzese per le associazioni, che alle elezioni regionali ufficiali non appoggiano alcuna lista e/o candidato, è importante reagire ricordando che la partecipazione “paga” e risolve i problemi: la difesa del Gran Sasso contro il terzo traforo, la tutela di Monte Greco nel Parco Nazionale d'Abruzzo, la vittoria sulla questione della vendita dell'acqua alla Puglia e la scoperta dell'inquinamento dei pozzi contaminati di Castiglione a Casauria e la loro chiusura in pochi mesi dimostrano che i cittadini organizzati possono ottenere risultati concreti.


INFO:
3358155085, 3683188739, 3338391147, 3381195358

WEB: www.nonlasciamolifare.org


Candidato Presidente :
Il ghiacciaio del Calderone

Le/i candidate/i consigliere/i

ACQUA (clicca sul titolo per scaricare il pdf)
Il rifacimento delle reti idriche
La bonifica di Bussi
L' acqua potabile non contaminata
Il Piano regionale di tutela delle acque
I regolamenti edilizi per il risparmio di acqua ed energia
La trasparenza dei dati

MARE (clicca sul titolo per scaricare il pdf)
I depuratori a norma
Il risanamento dei fiumi Saline e Alento
La salvaguardia dei fiumi Vomano e Pescara
Il Parco della Costa Teatina
La tutela della Riserva del Borsacchio
Il Piano Regionale Demaniale Marittimo senza cemento

TERRA (clicca sul titolo per scaricare il pdf)
La raccolta dei rifiuti porta a porta
La moratoria sulle cave ed un Piano Cave
Un Piano Urbanistico Regionale sostenibile
Gli impianti di compostaggio
Le Energia rinnovabili
La tutela dell'Orso bruno

ARIA (clicca sul titolo per scaricare il pdf)
La partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali
Il trasporto collettivo nelle città
La diminuzione delle emissioni inquinanti nei cicli produttivi
Una moratoria sui Cementinceneritori
Il potenziamento dell'Arta
I Piani di sicurezza pubblici nelle aziende pericolose

A Chieti Rifondazione appoggia il WWF



Chieti, 6 novembre 2008


C O M U N I C A T O S T A M P A

Il Capogruppo del Partito della Rifondazione Comunista al Comune di Chieti, Riccardo Di Gregorio, ha rilasciato la seguente dichiarazione .

«Il WWF non è abbandonato a se stesso:

troverà sempre un forte sostegno dal sottoscritto almeno per quanto riguarda il territorio cittadino e non solo per la durata del mio mandato elettorale da Consigliere Comunale.

Credo che la programmazione delle politiche pubbliche non possa più prescindere dalla questione ambientale ed ecologica.

Infatti, non si tratta solo della Val Pescara e, quindi , del PRUSST “Città Lineare della Costa” per la realizzazione della Cittadella del Divertimento - all’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale di qualche tempo fa, cui ho votato contro - ma la questione ambientale in generale e, quindi, le battaglie contro la cementificazione si estendono anche ai diversi accordi di programma sottoscritti o da sottoscrivere in cui il Comune di Chieti è parte integrante.

Due esempi su tutti:

1.l’intervento di estensione del PEEP in zona Levante (oltre una quindicina di palazzine proprio a ridosso di una fonte storica, nonché delle Carceri);

2.un Protocollo d’Intesa con tanto di permuta tra Comune ed ATER per la costruzione di nuove case popolari in zona Tricalle.

Per il punto primo pare che un’osservazione dei cittadini del quartiere, sollecitati in tal senso dal sottoscritto, abbia avuto buon esito con il risultato che, a tutt’oggi, detto intervento risulta essere bloccato dopo essere stato approvato dalla Giunta Municipale .

Per il secondo punto vorrei specificare che non sono in disaccordo (e credo neppure i cittadini ivi residenti) sulla realizzazione di nuovi alloggi popolari, ma sicuramente non condivido l’ubicazione proposta.

Detto questo credo che sui versanti periferici della parte alta della Città (Levante e Tricalle da una parte e Filippone dall’altra) non si debba più procedere con interventi invasivi che avrebbero come unico risultato quello di aggravare la già deturpata realtà paesaggistica della collina teatina nonché la vivibilità dei quartieri stessi

A tutto ciò va aggiunto il paventato progetto per la riqualificazione dell’area dell’ex zuccherificio:

Rifondazione Comunista ricorda che è assolutamente contraria a qualsivoglia intervento di riqualificazione dell’area suddetta ove si preveda la realizzazione di altri insediamenti commerciali ricordando che all’articolo nº 1 della Legge Regionale nº 443 del 29 ottobre 2008, in materia di urbanistica e commercio, è stato inserito un emendamento che vincola per novantanove anni i terreni della Cartiera Burgo e quelli strettamente confinanti.»


Lunedì 10 Consiglio comunale straordinario sull'acqua



Consiglio Comunale

in seduta straordinaria 1^ convocazione per il giorno di lunedì 10 novembre 2008, alle ore 9:30 presso la sala delle adunanze del Palazzo di Città, per discutere l’o.d.g. di seguito riportato:

O.d.g.:

1.Situazione dell’acqua nella nostra Città.



mercoledì 5 novembre 2008

Comunicato Stampa WWF 6 nov 08: Centri commerciali


COMUNICATO STAMPA DEL 6 NOVEMBRE 2008

Altri centri commerciali lungo il fiume Pescara a Chieti e Cepagatti: domani al Comitato Valutazione di Impatto Ambientale cinque nuovi edifici commerciali a fianco a Megalò. Il WWF: ora basta!

Arrivano senza sosta le proposte di cementificazione del territorio abruzzese che sempre di più si sta avviando sul “Modello Veneto” denunciato da chi ha a cuore il paesaggio.
Domani il Comitato Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo dovrà esaminare un altro lotto del cosiddetto PRUUST “La Città Lineare della Costa” con cui fu autorizzata la costruzione del Megalò. Ricordiamo che questo centro commerciale fu realizzato in piena area di espansione del Fiume Pescara alzando dei mega-argini che non hanno fatto altro che trasferire il rischio più a valle in caso di piena.
Ora, sfruttando anche questa situazione, si vorrebbe completare l'opera con la costruzione di 5 edifici, di cui 4 ad uso commerciale e uno ad uso di albergo nel territorio di Chieti scalo e di Cepagatti. Il tutto su ben 8 ettari di terreni, con oltre 3 ettari di superficie edilizia e 2,3 di superfici coperte.
Dichiara Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo “L'occupazione del suolo in Abruzzo è a livelli chiaramente insostenibili, con una cementificazione che sta invadendo quelle che dovrebbero essere fasce tampone e filtro tra aree urbanizzate e fiume. Chiediamo al VIA di bocciare questo progetto che è l'ennesima dimostrazione della direzione sbagliata che può prendere l'urbanistica. Infatti mentre in Germania si producono progetti e piani per la riqualificazione dei land, spesso portati ad esempio in Abruzzo, nella nostra regione si continua a guardare al suolo e al territorio come ad una risorsa infinita nella concretezza. Sembra che la qualità della vita non sia legata ad un uso corretto dei siti vicino alle città che invece di diventare aree verdi ad uso dei cittadini vengono occupate per fare profitto distruggendo il tessuto commerciale della piccola distribuzione e, di conseguenza, desertificando gli stessi centri storici. E' un modello di sviluppo miope e sbagliato che !
rigettiamo. Tra l'altro ci piacerebbe sapere quali sono gli indicatori di sostenibilità del progetto per quanto riguarda l'uso dell'acqua, visto che da anni Chieti Scalo è in emergenza idrica e che arriverebbero migliaia di persone ad appesantire il carico umano presente nell'area. Lo stesso dicasi per le emissioni, ormai al limite nell'area e che verrebbero peggiorate per l'arrivo di centinaia di auto al giorno. Infine abbiamo chiesto al Comitato Via di sottoporre a valutazione non solo i 5 edifici ma anche tutte le opere propedeutiche all'intervento facenti parte della scheda PRUUST, come i mega-argini che hanno reso possibile la riclassificazione delle aree a rischio esondazione in una categoria più bassa alzandola altrove. In generale è un intervento del tutto insostenibile, sia ambientalmente che socialmente ”.

INFO: 3358155085


Amianto a Chieti



Non solo il quartiere di Filippone ha le sue case Ater con l'amianto. In via Milano i tetti delle palazzine Ater sono in Eternit, così come i serbatoi dell'acqua nelle soffitte, e chissà cos'altro.
La Ater, per Filippone, ha dichiarato sulla stampa (Il messaggero 5 novembre 2008):
«Certo che l'eternit costituisce grave rischio per la salute e va eliminato, ma le colpe non possono essere addebitate all'Ater». «Nelle palazzine alcuni appartamenti sono stati acquistati e riscattati, per cui le situazioni che si creano vanno viste e si trasferiscono nell'ambito delle competenze del condominio e non più dell'Ater». «Le infiltrazioni nascono da una casa privata. Abbiamo avvertito gli interessati del problema della colonna di scarico della palazzina dove insistono quattro proprietari su otto, per cui i lavori di manutenzione sono a carico del condominio»
In via Milano, come a Filippone, molti appartamenti sono stati riscattati, con tanti sacrifici, ed ora i proprietari e gli inquilini si ritrovano con questa situazione “sopra la testa”...
A suo tempo l'Ater aveva dichiarato che l'eternit del tetto era “in buono stato” e quindi non c'era una situazione di pericolo. Ora che gli inquilini sono diventati proprietari, perciò “responsabili”, dovranno pagare per la messa in sicurezza o per lo smaltimento.
A Filippone si sono chiesti: «Ma gli altri Enti, come il Comune e l'Azienda sanitaria, non hanno da dire nulla per quanto rientra nei loro compiti istituzionali?»
Ma c'è da chiedersi ancora: vendere gli appartamenti libera automaticamente dalle responsabilità l'Ater? E' giusto che sono i nuovi proprietari, alcuni ignari della situazione, a dover pagare? I costi dello smaltimento sono proibitivi, e nonostante la legge sia in vigore da tempo nulla è stato ancora fatto a favore dei cittadini. Mancano seri piani di incentivi, che diano la possibilità a chi ha, suo malgrado, un manufatto in amianto di potersi permettere il corretto trattamento.
I proprietari hanno “paura” di autodenunciarsi, per il timore di andare incontro a spese per loro insopportabili, specie in questo periodo di crisi. A volte si è costretti a “rischiare” la salute, se piange il portafoglio...
Chi deve controllare se l'eternit è “in buone condizioni”? Ma soprattutto, chi deve pagare?
E' sempre il cittadino, il singolo, a pagare le conseguenze di una cattiva gestione delle risorse...
Il presidente dell'Ater, Sperduti, aggiunge alla fine dell'articolo:
«Ma voglio lanciare un messaggio ed è quello di rassicurare gli inquini che l'Ater non li ha mai abbandonati, sensibile ai problemi dei cittadini, e interviene con responsabilità e tempestività quando ciò si rende necessario, ovviamente nell'ambito delle proprie competenze».
Sembra quasi una presa in giro...









martedì 4 novembre 2008

Nucleare, no grazie!



Per chi ha ancora dubbi sul nucleare...
La puntata di report di domenica 4 novembre:
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E17%5E146713,00.html

lunedì 3 novembre 2008

Candidati, cosa farete per l'ambiente?


Comincia il viavai di pubblicità elettorale, il tira e molla dei candidati, le "promesse" dei politici... Il nostro Abruzzo ha bisogno di persone "serie" e speriamo che questa sia la volta buona.
Speriamo che finalmente l'ambiente e la salute siano al primo posto nei programmi e negli obiettivi dei "nostri" politici...
Già dal primo scoglio del Centro Oli si vede in quale direzione vorranno andare... Spero che gli abruzzesi pensino bene prima di votare, e che tengano conto che distruggere il nostro ambiente equivale ad un suicidio.
Troppi malati, troppe indagini per inquinamento, troppe emergenze ambientali.
Se solo ci fermassimo un momento non basterebbero lo stesso tanti e tanti anni per bonificare ciò che abbiamo già distrutto.
Sabato ad Ambiente Italia si è parlato di amianto e di morti sul lavoro, ieri a Report di nucleare... La poca televisione che si può ancora guardare è davvero angosciante, quando racconta quelle realtà che molti vogliono nascondere e che solo qualche raro paladino riesce ancora a portare alla luce.
Stiamo distruggendo la nostra terra per il dio denaro.
Abbiamo distrutto il nostro Abruzzo con Bussi, prima, e vogliamo continuare con il Centro Oli... Evidentemente non ci è bastata la lezione....
I candidati per questa tornata elettorale dovrebbero farsi carico di questa pesante eredità, di emergenze ambientali e di legalità soffocata...
La nostra arma è il voto...


Video su parcheggio selvaggio e antenne a Chieti


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Antenne a Chieti

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